Periodico di settore ”Moneta”: Così l’Iran si infiltra nelle Borse europee: nel cuore di Amburgo la centrale operativa

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Sempre ad Amburgo c’è la Varengold Bank, finita nel mirino delle autorità di vigilanza tedesche per alcune operazioni finanziarie che sarebbero legate all’Iran per finanziare terroristi come Hezbollah e Houthi. La banca nega, sostenendo si tratti di scambio di beni umanitari (cibo, farmaci, attrezzature mediche), eppure la Bafin avrebbe riscontrato gravi carenze sistemiche nella normativa antiriciclaggio, con multe per 3,3 milioni di euro, una «penale coercitiva» da 500 mila euro e il divieto di operare con payment agents, vale a dire intermediari potenzialmente legati all’Iran. È la prova che nonostante sanzioni e controlli delle autorità tedesche, queste banche medio-piccole particolarmente vulnerabili sotto il profilo della compliance possano essere utilizzate come back door per finanziare la guerra nel Golfo.

Piccola curiosità. C’è anche una pista che da Amburgo e Teheran porterebbe a San Marino, un Paese che da molti anni ormai ha deciso di investire in compliance per rilanciare la propria credibilità internazionale. La bulgara Starcom Holding avrebbe tentato di acquisire la maggioranza della Banca di San Marino (Bsm) tramite la controllata San Marino Group Spa, che a sua volta avrebbe partecipazioni e legami societari proprio con Varengold Bank Ag attraverso soggetti come Eurohold Bulgaria e Euro-Finance. È per questo motivo che la Banca centrale di San Marino avrebbe bloccato la scalata lo scorso ottobre, non senza un tentativo di condizionamento. Dopo lo stop ci sono stati importanti strascichi giudiziari, arresti e sequestri con accuse di corruzione, riciclaggio e amministrazione infedele. Ma questa è un’altra storia. O forse no…