Trump ha esteso di 10 giorni la sospensione degli attacchi contro il settore energetico iraniano, fino al 6 aprile, dichiarando che i colloqui “stanno procedendo molto bene”. Si lavora a un incontro a Islamabad tra il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf e gli inviati americani Witkoff e Kushner, eventualmente con JD Vance. I ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto sono attesi a Islamabad per discutere della crisi.
Teheran però smentisce. Ghalibaf ha definito “false” le dichiarazioni di Trump sui colloqui, accusando Washington di manipolare i mercati energetici.
Fronte militare
Stamani l’Iran ha colpito una nave militare americana al largo di Salalah, in Oman. Un drone è caduto senza esplodere nel giacimento petrolifero iracheno di Majnoon, a Bassora. Almeno 15 soldati americani feriti nell’attacco iraniano alla base Prince Sultan in Arabia Saudita, cinque in gravi condizioni. Teheran avrebbe utilizzato sei missili balistici e 29 droni.
Stretto di Hormuz
L’ambasciatore iraniano all’ONU di Ginevra ha dichiarato che Teheran accetta di “facilitare e accelerare” gli aiuti umanitari attraverso lo Stretto. La Thailandia ha annunciato un accordo con l’Iran per il transito sicuro delle proprie petroliere. Il Parlamento iraniano sta studiando una legge per introdurre pedaggi sulle navi in transito, mentre Teheran dissemina mine sull’isola di Kharg.
Quadro generale
A quasi un mese dall’inizio del conflitto, i piani americano-israeliani di una guerra lampo sono saltati. L’eliminazione della leadership iraniana non ha prodotto il crollo del regime; al contrario, il baricentro del potere si è spostato verso la Guardia Rivoluzionaria, con una generazione più giovane di comandanti che punta a una risposta militare dura. Wall Street ha registrato il calo giornaliero più consistente dall’inizio della guerra, con il Brent salito oltre i 108 dollari al barile.











