Cronaca. Rimini, omicidio Pierina Paganelli: in aula l’esame di Louis Dassilva tra silenzi e messaggi criptici

Il processo per l’omicidio di Pierina Paganelli entra in una fase cruciale con l’atteso esame dell’imputato davanti alla Corte d’Assise di Rimini. Nella giornata di oggi, lunedì 30 marzo 2026, Louis Dassilva è comparso davanti ai giudici, presieduti da Fiorella Casadei, per rispondere alle pesanti accuse che lo vedono come l’unico sospettato per il delitto della pensionata, avvenuto nel garage di via del Ciclamino la notte del 3 ottobre 2023. Il 35enne di origine senegalese, in custodia cautelare dal luglio 2024, ha mantenuto una linea di difesa basata sull’innocenza, pur scivolando in numerosi “non ricordo” di fronte alle contestazioni della Procura, guidata dal pubblico ministero Daniele Paci.

Il fulcro del dibattimento odierno si è concentrato su una chat risalente al 3 settembre 2023, esattamente un mese prima dell’assassinio. In quella conversazione digitale con Manuela Bianchi, donna con cui Dassilva intratteneva una relazione extraconiugale, l’imputato faceva riferimento alle tensioni familiari della donna, scrivendo che i parenti di lei lo stavano facendo impazzire. Interpellato dal PM sul significato specifico di quel termine, Dassilva si è limitato a confermare il contenuto letterale del messaggio senza fornire ulteriori spiegazioni. Per l’accusa, questo scambio rappresenta un tassello fondamentale per delineare il movente del crimine, legato proprio ai conflitti tra la vittima e la nuora Manuela.

L’udienza ha vissuto momenti di scontro procedurale quando i difensori dell’imputato, gli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, hanno tentato di opporsi all’utilizzo di alcune dichiarazioni rese dal loro assistito prima che venisse formalmente indagato. Tuttavia, la Corte ha respinto l’eccezione, dichiarando i verbali ammissibili poiché i contenuti erano stati successivamente confermati in un interrogatorio ufficiale alla presenza dei legali. Durante l’esame sono emersi anche dettagli sul clima ostile in via del Ciclamino: Dassilva ha riferito che Manuela non godeva di considerazione all’interno della famiglia del marito e ha confermato che la stessa gli aveva riferito di commenti negativi espressi da Pierina nei suoi confronti.

Particolare attenzione è stata dedicata alla ricostruzione dei movimenti di Dassilva nella serata del delitto. Il 35enne ha raccontato di aver trascorso il dopocena in sala con la moglie, Valeria Bartolucci; secondo la sua versione, dopo aver svegliato la coniuge che si era addormentata sul divano per mandarla a letto, lui sarebbe rimasto da solo nell’ambiente comune. Resta tuttavia un punto d’ombra la sua presenza sul balcone, luogo da cui, secondo la tesi della Procura, l’uomo avrebbe sorvegliato il rientro della vittima dopo l’incontro religioso dei Testimoni di Geova. Infine, Dassilva ha ammesso che per la mattina successiva all’omicidio, il giorno del tragico ritrovamento del cadavere, aveva effettivamente in programma un incontro intimo proprio con Manuela Bianchi. L’esame proseguirà nelle prossime sedute per sviscerare ulteriormente i dettagli di quella notte di ottobre che ha sconvolto Rimini.