San Marino, RF e Severini: l’allergia alla luce del Pianello. Quando la verità scotta, provano a rompere il termometro.

Chi, cosa, dove, quando e perché. Il manuale del perfetto giornalista dice che dovresti partire da qui, ma nella vostra amata Repubblica il “perché” è sempre lo stesso: perché qualcuno ha osato accendere la luce in una stanza dove la politica preferiva restare al buio, magari in compagnia di qualche “piano parallelo” o di qualche intercettazione che scotta più di una teglia di lasagne appena sfornata. Il “chi” stavolta è Repubblica Futura, il “cosa” è il solito, stantio attacco frontale a Marco Severini e al suo GiornaleSM, e il “dove” è quel Pianello che sembra soffrire di un’allergia cronica alla cronaca non autorizzata.

Sia chiaro un punto, cari lettori: io della vicenda specifica, di quello che Delvecchio ha detto a Tizio o di cosa Renzi avrebbe suggerito a Caio, non ne so nulla e, onestamente, non mi interessa nemmeno entrarci. Non sono un giudice, non faccio il detective e non ho tempo per perdermi nei vostri labirinti giudiziari. Quello che mi preme, e che dovrebbe far venire i brividi a chiunque abbia a cuore la democrazia, è il metodo. È quel vizio annoso, tipico di certa politica sammarinese, di “sparare al messaggero” quando il messaggio non piace.

Mentre leggevo il comunicato di RF, mi sembrava di sentire il rumore delle unghie sugli specchi. Definire GiornaleSM un “blog estero” per cercare di delegittimarlo è un trucco così vecchio che ormai puzza di muffa. È come dire che un colpo di cannone non fa male perché il cannone è stato fabbricato fuori confine. La realtà è che quel “blog estero” è più letto dei loro comunicati stampa o dei loro post social, che sembrano scritti con il ciclostile degli anni ’70, e questo è il vero “problema” che toglie il sonno ai palazzi. Dicono che Severini non è una testata giornalistica? Peccato che il Commissario della Legge, il professor Valentini, abbia già messo una pietra tombale sulla questione: fare informazione è un diritto garantito dall’Articolo 10 della CEDU, tesserino o non tesserino. Ma la politica, si sa, ha la memoria corta quando si tratta di sentenze che non le danno ragione.

E poi c’è il capolavoro del doppiopesismo: la libertà di stampa è un valore sacro quando colpisce i nemici, ma diventa “fango” o campagna d’odio quando tocca i propri uffici. Se Severini pubblica atti desecretati che riguardano altri, è pluralismo; se riguardano loro, è un attentato all’integrità dello Stato. Patetico. A difesa di Severini, e lo dico con la consapevolezza di chi non ha padroni, vorrei ricordare a questi signori un dettaglio non trascurabile: io su queste pagine scrivo quello che voglio, con i toni che voglio e senza che nessuno mi abbia mai chiesto di “ammorbidire” un concetto o di “lisciare” un potente. Se GiornaleSM fosse davvero il servo di qualche “mentore” o “finanziatore occulto”, pensate davvero che lascerebbe una penna come la mia libera di scorrazzare nel prato del politicamente scorretto? Questa è la vera libertà, quella che terrorizza chi è abituato ai giornali “di cortesia” dove ogni virgola deve essere approvata dal Segretario di turno.

Ma l’affondo più divertente è quello sul “cambiamento”. RF accusa Severini di ostacolare il cambiamento di cui loro sarebbero i portatori sani? Ma di quale cambiamento stiamo parlando? Di quello del decennio scorso, quello dei soldi bruciati e dei disastri che i sammarinesi stanno ancora pagando oggi? Se il “nuovo” che avanzate consiste nel denunciare chiunque pubblichi notizie scomode o atti processuali già di dominio pubblico, allora forse è meglio restare nel “vecchio” dove almeno c’è qualcuno che ha il coraggio di scrivere. Parlano di esposti-denuncia come se fossero medaglie al valore, ma dimenticano che nelle aule di tribunale i fatti pesano più degli slogan elettorali.

In conclusione, cari sammarinesi, la morale è sempre la stessa: finché la politica passerà più tempo a querelare i giornalisti (o a chi si occupa di informazione) che a spiegare ai cittadini perché certi nomi compaiono in certe intercettazioni o in atti giudiziari, il futuro rimarrà un miraggio lontano. Mi riferisco, ad esempio, per rinfrescare la memoria ai distratti, a quel “delizioso” spaccato emerso dagli atti del processo “Buriani-Celli”, chiuso in secondo grado, lo ricordiamo, con condanne pesanti per tentata concussione e, nei confronti del commissario Buriani, abuso di autorità. In quell’occasione, l’allora Segretario Simone Celli si prese la briga di scendere fino a Roma per, fra l’altro, “consigliare” alla Presidente Tomasetti di “avvicinarsi”, guarda caso, proprio a Mario Venturini e Nicola Renzi. Il motivo? Chissà… Sta di fatto che in quei giorni la Presidente – sotto indagine da Buriani, la stessa indagine che è costata la condanna penale al Magistrato – stava “deludendo” le aspettative della famigerata “Cricca” – quella spedita a giudizio per associazione a delinquere – relativamente alla cessione di Banca CIS al gruppo Stratos. Finché queste sono le dinamiche, le frequentazioni e i “consigli” che filtrano dai palazzi e finiscono nei faldoni della magistratura o negli atti processuali, è inutile, oltre che ridicolo, scagliarsi contro chi ha il vizio di pubblicarli.

Cambiate i fatti, non cercate di imbavagliare chi li racconta. Perché il sole, domani mattina, sorgerà lo stesso sopra le vostre Tre Torri, e GiornaleSM sarà lì a fotografarlo e a scriverne, che la cosa vi faccia venire l’orticaria o meno… E se si fermasse GiornaleSm – ma ne dubito fortemente! – continuerò a farlo, per hobby e per una intrinseca “fame” di verità, io!

E ricordatevi bene: chi ha paura della luce e cerca di spegnere i fari dell’informazione, di solito è perché ha un sacco di polvere – e qualche “ombra” – da nascondere sotto il tappeto di Palazzo Pubblico.

Enrico Lazzari

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