Il Tribunale ha emesso una sentenza destinata a fare scuola nel campo del diritto allo studio e dell’inclusione, condannando l’amministrazione di Sassofeltrio per non aver garantito l’assistenza infermieristica necessaria a una piccola alunna affetta da gravi patologie. La decisione, resa nota oggi 31 marzo 2026, stabilisce un risarcimento di 10.000 euro a favore della famiglia, riconoscendo ufficialmente la natura discriminatoria dell’offerta formativa riservata alla bambina.
Un obbligo che supera i vincoli di bilancio
La vicenda riguarda una minore residente nel comune del Riminese, portatrice di tracheostomia e gastrostomia, condizioni che richiedono una sorveglianza sanitaria costante e manovre d’urgenza delicate, come la tracheobroncoaspirazione. Secondo quanto accertato dai giudici, l’assistenza fornita in ambito scolastico era del tutto insufficiente rispetto al fabbisogno reale.
Il punto focale della sentenza chiarisce che l’obbligo del Comune di garantire la presenza di un infermiere a scuola per gli alunni con disabilità non può essere eluso richiamando oneri o vincoli di bilancio. La carenza di supporto aveva costretto la madre, Anna Pagano, a rinunciare al lavoro per presidiare personalmente l’istituto o a ricorrere a personale privato pur di consentire alla figlia di frequentare le lezioni in sicurezza.
Un monito per il futuro
L’avvocata della famiglia, Daniela Villa, ha sottolineato come il risarcimento economico rappresenti solo un parziale ristoro per l’umiliazione e i pregiudizi subiti, ma ha accolto con favore il valore dissuasivo della condanna. L’auspicio è che questo precedente giuridico impedisca ad altre famiglie di dover affrontare battaglie legali simili per vedere riconosciuto un diritto fondamentale.
La causa civile era stata intentata contro il Comune e le aziende sanitarie proprio per denunciare la mancata copertura totale delle ore di assistenza, una lacuna che per anni ha reso la frequenza scolastica della bambina precaria e condizionata dalla disponibilità dei genitori, violando il principio di uguaglianza rispetto agli altri alunni.












