Rimini, il nuovo Metromare costa di più: buco da 10 milioni di euro

La realizzazione della seconda linea del trasporto rapido costiero, destinata a unire la stazione ferroviaria ai padiglioni della Fiera, richiederà un esborso economico decisamente superiore alle aspettative. Durante un vertice tecnico tenutosi lunedì scorso, è emerso infatti un incremento di spesa stimato in circa dieci milioni di euro rispetto al preventivo iniziale.

Il nuovo quadro finanziario è stato illustrato dettagliatamente nel corso di un incontro tra i dirigenti del Comune e l’amministratore unico della società Pmr, Stefano Giannini. Il budget complessivo, originariamente fissato a cinquantatré milioni, sfonderà dunque il muro dei sessanta. Già nel mese di febbraio, i vertici dell’azienda avevano anticipato pubblicamente l’eventualità di un forte rincaro, in attesa di definire l’esatto ammontare dei fondi mancanti tramite apposite verifiche. L’impennata delle cifre è legata principalmente a due fattori: l’inflazione generale sui materiali da costruzione e una sostanziale variazione architettonica resasi necessaria in corrispondenza del ponte sul fiume Marecchia.

Per coprire l’ammanco milionario, le istituzioni stanno valutando due percorsi strategici. La prima opzione prevede lo scorporo dal progetto dell’acquisto dei nuovi mezzi interamente elettrici, una commessa stipulata con l’azienda produttrice che era peraltro già stata messa in pausa a causa delle tempistiche incerte dell’opera. La seconda strada punta invece all’intercettazione di specifici contributi governativi creati per soccorrere le infrastrutture uscite dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Proprio il tracciato riminese ha vissuto un iter travagliato sul fronte delle coperture economiche. Il progetto aveva infatti inizialmente ottenuto circa sessanta milioni di fondi europei dal Pnrr, ma la palese impossibilità di concludere i lavori entro la scadenza fissata per la metà di giugno di quest’anno ha costretto gli enti a ripiegare su un vecchio stanziamento statale da cinquantacinque milioni di euro, garantito già dal 2020.

Le tempistiche per l’apertura effettiva dei cantieri restano al momento un’incognita. Attualmente, l’azienda appaltatrice, il Consorzio Integra, è ancora impegnata nella stesura della progettazione definitiva dell’infrastruttura. Una volta completati i documenti tecnici, l’intero incartamento dovrà superare un ulteriore passaggio burocratico per ottenere il via libera definitivo da parte dei ministeri competenti a Roma.