Un buco milionario ai danni delle casse dello Stato, generato attraverso un collaudato sistema di aperture e chiusure strategiche di aziende. È quanto scoperto oggi a Cesena dai militari della Guardia di Finanza, che hanno smantellato una rete fraudolenta legata alla gestione di un grande emporio situato all’interno di un centro commerciale della città. L’operazione si è conclusa con l’applicazione di misure cautelari per tre cittadini di origine cinese.

Al vertice del sistema illecito, secondo le lunghe indagini coordinate dalla Procura della Repubblica, figurava l’amministratore di fatto dell’impresa finita al centro degli accertamenti. Per l’uomo l’autorità giudiziaria ha disposto la misura degli arresti domiciliari. L’attività commerciale da lui pilotata era un vasto bazar specializzato nella vendita al dettaglio di articoli per la casa, oggettistica varia e prodotti di elettronica, recentemente dichiarato fallito dal tribunale.
Le indagini hanno coinvolto anche due connazionali del principale indagato. Per entrambi è scattata una misura interdittiva che impedirà loro di esercitare qualsiasi attività imprenditoriale o di ricoprire incarichi direttivi per la durata di dodici mesi. I finanzieri hanno ricostruito un preciso schema criminale: attraverso finti contratti di cessione del ramo d’azienda, il gruppo svuotava sistematicamente il patrimonio della società ormai insolvente. I beni venivano poi trasferiti a nuove realtà commerciali, formalmente diverse ma gestite sempre dalle stesse persone, permettendo così al negozio di continuare a operare senza alcuna interruzione.
L’obiettivo primario di questo stratagemma era sottrarsi agli obblighi finanziari. A fare le spese maggiori di questa frode è stato l’Erario pubblico, frodato per una cifra superiore al milione di euro. Per tentare di mascherare i passaggi illeciti di capitali e impedire agli inquirenti di ricostruire le reali vicende societarie, i tre indagati avevano inoltre pesantemente manipolato la documentazione contabile, aggravando in maniera definitiva la loro posizione davanti alla legge.











