San Marino. Questione ospitalità palestinesi musulmani. Cosa c’è dietro? … di Marco Severini

Un silenzio assordante aleggia nel mondo della politica ed è un silenzio che puzza di bruciato.
Mentre i sammarinesi sono distratti dal quotidiano, tra le pieghe del Congresso di Stato si sta consumando l’ennesimo atto di un protocollo che definire torbido è poco.

Parliamo dei trenta, per ora, palestinesi in arrivo dall’Italia. Sì, avete capito bene: non arrivano dai territori martoriati, ma comodamente dalle città italiane, per essere piazzati strategicamente in locali dello Stato.

Ma di chi sono quegli immobili? Sono nostri. Sono della collettività. Eppure, il Governo sta già mappando uffici e appartamenti pubblici per regalarli a chi con la nostra Repubblica non ha nulla a che spartire.
E questo sarebbe solo l’inizio, il primo tassello di un piano ben più ampio che sa di svendita della sovranità da parte della sinistra governativa.

Dietro la facciata del buonismo e della solidarietà da salotto, si nasconde la solita, bieca strategia elettorale. C’è una sinistra che ha perso il contatto con la realtà e con i propri cittadini, e che ora cerca di importare nuovi elettori. È un film già visto: si accoglie, si integra a forza una cultura che con la nostra storia c’entra come i cavoli a merenda, e si aspetta che questi “nuovi sammarinesi” si moltiplichino. Come cavallette.

Perché lo fanno? Semplice: per i voti. Vogliono crearsi un bacino elettorale sicuro, una sponda di “riconoscenti” che domani, grazie a leggi sulla cittadinanza cucite su misura, permetterà a certi partiti di governare in eterno, imponendo teorie sociali e modelli di vita che non ci appartengono e che non abbiamo mai chiesto.

C’è addirittura, sicuramente per propria volontà, chi tra i politici si sta addirittura convertendo alla religione musulmana! Che cosa ci aspetta? Donne velate con il burqa e muezzin che ci richiamano alla preghiera islamica, recitando l’adhan cinque volte al giorno dalla torre del minareto?

Tra il riconoscimento della Palestina e l’ospitalità forzata di musulmani radicalizzati nelle loro tradizioni, San Marino rischia di perdere la bussola e l’identità.
Stanno svendendo il Paese per una manciata di schede nell’urna, calpestando la nostra storia e la sicurezza dei nostri figli.

Qui tra Europa e possibile islamizzazione Beccari sta cambiando questo paese in maniera silenziosa ed in maniera irreversibile. Ovviamente in peggio.

Sveglia, sammarinesi, prima che sia troppo tardi. Non facciamoci fregare da chi, per una poltrona, è disposto a trasformare la nostra Antica Terra della Libertà in un esperimento sociale multiculturale fallimentare.

In altri microstati europei l’integrazione accelerata e non monitorata ha prodotto risultati documentati: radicalizzazione, infiltrazioni, pressioni sulle istituzioni.

San Marino ha 34.000 abitanti. I margini di errore sono zero. Chi apre le porte senza screening adeguato non è progressista: è irresponsabile. Ma anche chi apre la porta a chi nulla ha a che fare con la nostra cultura.

Questa non una fantasia o puro allarmismo! E potrebbe essere il prossimo futuro del nostro paese.

Io non ci sto!

Marco Severini – direttore del GiornaleSM