Cronaca. Florida, decollata Artemis 2: quattro astronauti in viaggio verso la Luna

L’umanità torna a puntare verso il satellite naturale terrestre. Nella notte italiana di oggi, poco dopo la mezzanotte e mezza, il potente vettore Space Launch System ha lasciato la rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center in Florida, spingendo la capsula Orion e il suo equipaggio di quattro persone verso l’orbita lunare. Prende così ufficialmente il via la missione Artemis 2, un passaggio fondamentale nel programma spaziale statunitense che punta a riportare esseri umani sulla superficie del nostro satellite.

Il decollo è avvenuto con un leggero slittamento rispetto al cronoprogramma originario, a causa di due inconvenienti tecnici affrontati e risolti nelle ore precedenti il lancio. Il primo problema, emerso intorno alle 23:20 ora italiana, riguardava il sistema di sicurezza preposto all’eventuale distruzione del razzo qualora questo avesse deviato dalla traiettoria prevista durante la fase di ascesa. I tecnici dell’agenzia spaziale americana hanno sottolineato come senza la certezza del corretto funzionamento di questo meccanismo critico il decollo non sarebbe potuto avvenire. Successivamente, gli ingegneri hanno dovuto intervenire anche su un sensore che segnalava anomalie termiche su una batteria del sistema di interruzione d’emergenza, oltre a risolvere un malfunzionamento agli apparati di comunicazione.

La missione non prevede un atterraggio sul suolo lunare, ma riveste comunque un’importanza capitale per il futuro delle esplorazioni spaziali. Si tratta infatti del primo volo con equipaggio destinato a testare integralmente tutti i sistemi di bordo, dalla navigazione al supporto vitale, passando per le comunicazioni. I dati raccolti durante i nove giorni di permanenza nello spazio serviranno a validare le tecnologie indispensabili per le successive missioni, quelle che riporteranno finalmente gli astronauti a camminare sul suolo selenico.

A bordo della capsula Orion siedono quattro membri d’equipaggio destinati a entrare nei libri di storia. Il comando è affidato allo statunitense Reid Wiseman, cinquantenne con oltre centosessanta giorni di esperienza spaziale alle spalle. Al suo fianco operano il pilota Victor Glover, quarantanovenne connazionale con un curriculum analogo, e la specialista Christina Koch, quarantasettenne reduce da oltre trecento giorni in orbita. Completa la squadra il canadese Jeremy Hansen, coetaneo di Wiseman ma alla sua prima esperienza extraterrestre. Il quartetto stabilirà diversi primati: Hansen diventerà il primo cittadino canadese a orbitare intorno alla Luna, Glover il primo afroamericano, mentre Koch sarà la prima donna in assoluto a osservare con i propri occhi il lato nascosto del satellite. L’equipaggio raggiungerà inoltre una distanza dalla Terra mai toccata prima, superando i quattrocentomila chilometri e spingendosi oltre settemilaseicento chilometri al di là della superficie lunare.

Il contributo italiano alla missione è stato rimarcato dal direttore generale dell’Agenzia Spaziale Italiana, Luca Vincenzo Maria Salamone, intervenuto durante l’evento organizzato a Roma per seguire il lancio. Il numero uno dell’ente ha evidenziato come numerose componenti tecnologiche sviluppate nel nostro Paese siano presenti sia sulla capsula Orion sia sul sistema di lancio, auspicando che questo volo possa aprire la strada a future attività e alla costruzione di una vera e propria economia legata al nostro satellite naturale.