La federazione bolognese del Partito Democratico si è risvegliata questa mattina con la facciata completamente imbrattata. Nel corso della notte ignoti hanno ricoperto l’ingresso della sede con scritte offensive e minacciose, prendendo di mira sia il partito sia il primo cittadino Matteo Lepore. Tra i messaggi tracciati con vernici di vari colori compare una minaccia esplicita rivolta al sindaco, accompagnata da insulti e dalla scritta incendiaria che invoca il rogo del museo.
I vandali hanno lasciato diversi simboli riconducibili all’area anarchica. Accanto al nome del sindaco è stato raffigurato un triangolo rosso capovolto, emblema utilizzato dai movimenti di solidarietà con la causa palestinese per simboleggiare la resistenza contro lo Stato ebraico. Lo stesso simbolo veniva impiegato storicamente nei lager nazisti per identificare i prigionieri politici. Sulla porta d’ingresso sono state vergate ulteriori scritte denigratorie verso la formazione politica, mentre un altro messaggio riporta un riferimento al quartiere periferico, evocando sentimenti ostili verso l’amministrazione comunale.
Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione su un possibile collegamento con le proteste che da settimane infiammano il rione Pilastro. In quella zona la giunta comunale ha in programma la realizzazione del Museo delle bambine e dei bambini, un progetto che sta incontrando la ferma opposizione di alcuni gruppi locali. Le manifestazioni di dissenso hanno già richiesto ripetuti interventi delle forze dell’ordine, sfociando in diversi momenti di tensione fisica. Gli scontri delle scorse settimane hanno portato alla denuncia di circa trenta persone, accusate di vari reati legati ai disordini.













