L’associazione Attiva-Mente interviene nel dibattito sul fine vita, sollevando una questione che ritiene centrale ma trascurata: prima di parlare di autodeterminazione nella scelta di morire, occorre garantire alle persone con disabilità le condizioni per vivere pienamente.
In una nota diffusa dall’associazione sammarinese, si fa riferimento al recente confronto in prima lettura in Consiglio Grande e Generale sulla proposta di legge in materia di fine vita. “Durante il dibattito è stato più volte richiamato il diritto della persona a compiere scelte autodeterminate rispetto alla propria esistenza”, osserva Attiva-Mente, “eppure non si è levata alcuna voce sul diritto di garantire, prima di ogni altra cosa, le condizioni per vivere con dignità, autonomia e libertà”.
La riflessione internazionale
L’associazione richiama l’analisi pubblicata da Disability Debrief e la posizione dell’European Network on Independent Living (ENIL), evidenziando come a livello internazionale emerga uno “squilibrio crescente tra il riconoscimento del diritto alla morte assistita e la capacità, spesso insufficiente, di garantire il diritto a una vita piena e indipendente”.
“Quanto è davvero libera una scelta?”, si domanda Attiva-Mente. “Perché ogni scelta si esercita dentro un contesto, e il contesto, per le persone con disabilità, è fatto di servizi che spesso mancano, di assistenza personale che non sempre è garantita, di opportunità di partecipazione che restano limitate, di solitudine, di impoverimento e di fatica quotidiana”.
Il richiamo alla Convenzione ONU
Per l’associazione, una scelta può dirsi davvero libera “solo quando esistono alternative reali e quando vivere non significa adattarsi a ciò che manca, ma poter controllare la propria esistenza”. Il riferimento è agli articoli 12 e 19 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità: “Senza la loro attuazione, l’autodeterminazione resta una parola forte sul piano formale, ma fragile nella sua applicazione concreta”.
“Il modo in cui una società affronta il tema del fine vita dice molto di quella società”, conclude Attiva-Mente, “ma ciò che dice ancora di più è ciò che quella stessa società fa, o non fa, per garantire alle persone le condizioni per vivere”.
Assemblea dei soci il 16 aprile
L’associazione ha inoltre convocato l’Assemblea Generale dei Soci per giovedì 16 aprile 2026 presso la sede di Via Fabrizio da Montebello a Gualdicciolo. La prima convocazione è fissata alle ore 20.30, la seconda alle 21.00. All’ordine del giorno la relazione del Presidente, l’approvazione del bilancio consuntivo 2025 e del preventivo 2026. I soci interessati possono consultare o ritirare il bilancio di esercizio direttamente presso la sede prima dell’assemblea.












