Il Tribunale del Riesame di Bologna ha parzialmente accolto nella giornata di oggi l’appello presentato dalla Procura riminese, disponendo nuove misure cautelari per una serie di crimini commessi a Misano Adriatico. I magistrati hanno stabilito gli arresti domiciliari per un quarantaquattrenne di origini albanesi e la detenzione in carcere per un quarantacinquenne calabrese, ribaltando il precedente diniego del giudice per le indagini preliminari.
L’episodio più eclatante contestato allo straniero risale al mese di dicembre 2023. Insieme a un connazionale di ventiquattro anni e ad altri cinque complici attualmente ignoti, l’uomo avrebbe svaligiato un’abitazione privata asportando un’intera cassaforte. Il bottino dell’incursione ammontava a centoventimila euro in contanti e venticinque orologi di altissima gamma, il cui valore commerciale sfiorava il milione di euro. Le indagini si sono focalizzate su alcune fotografie rinvenute nello smartphone del complice più giovane, scatti in cui un militare dell’Arma ha riconosciuto il quarantaquattrenne. I difensori di quest’ultimo hanno sollecitato una perizia antropometrica, al momento respinta, per tentare di escludere la sua identità dalle immagini incriminate.
Lo stesso indagato albanese risulta coinvolto in un secondo colpo, perpetrato nel febbraio 2024 all’interno del punto vendita Unieuro misanese. In quell’occasione vennero sottratti dispositivi audio per un valore di circa seicento euro. A questa spaccata ha partecipato attivamente anche il quarantacinquenne originario della Calabria, per il quale i giudici felsinei hanno ora decretato l’immediato trasferimento in cella.
Il quadro accusatorio a carico del cittadino straniero è ulteriormente aggravato da pesanti reati maturati in ambito familiare. L’uomo deve rispondere di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna, alla quale avrebbe indirizzato minacce di morte violando il divieto di avvicinamento imposto dalle autorità. In questo contesto di continue tensioni, gli investigatori lo ritengono l’autore materiale dell’incendio doloso che ha distrutto due automobili e un autocarro di proprietà dei familiari della donna. A completare il fascicolo penale si aggiunge infine l’accusa di aver ricettato e nascosto una pistola semiautomatica modello Beretta.
Per quanto concerne il provvedimento restrittivo a casa per il quarantacinquenne albanese, la misura non sarà immediatamente esecutiva. L’applicazione pratica resta infatti sospesa in attesa di un eventuale pronunciamento della Corte di Cassazione, qualora i legali difensori scelgano di impugnare l’ordinanza.













