San Marino. L’ASTROLABIO “L’Aria che tira attorno al Monte Titano” … di Augusto Casali

Regolarmente ci si occupa delle vicende che agitano o meno il nostro piccolo mondo antico, la nostra millenaria Repubblica alle prese con i grandi problemi dettati dai tempi moderni e le piccole beghe interne, le liti da pollaio che inevitabilmente accadono in un piccolo posto e che, una volta usciti dai nostri piccoli confini, possono anche fare sorridere.

L’ex Segretario di Stato agli Esteri (anche) Augusto Casali

Eppure, se ci guardiamo attorno, dobbiamo ammettere che, anche se molte cose non sono certo migliorate con il passar del tempo, a San Marino non si sta male, tutto sommato. Certo, molte cose si possono migliorare, ma ciò sarà possibile, a mio avviso, senza attendere sempre lo Stato, se tutti i cittadini, ognuno per quel che può, si mobilitano per salvaguardare questo fazzoletto di Terra, la Repubblica di San Marino con la sua storia, i suoi usi e costumi, la sua sovranità.

Credo sia diventato un esercizio necessario, perché l’aria che tira attorno al Monte Titano non sembra lasciare troppo tranquilli. Ebbene, immaginiamoci di affacciarci ad uno dei balconi naturali del nostro Paese e di perderci con lo sguardo nel punto più lontano, oltre il quale occorre mettere in funzione il pensiero. Una pratica che Dante definiva “Lo pensiero è proprio atto della ragione, perché le bestie non pensano, che non l’hanno”.

E allora non si può non pensare che in questo momento storico, nel mondo che circonda San Marino si contano oltre cinquanta conflitti armati attivi. Si tratta del numero più alto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Coinvolgono oltre 90 Paesi, oltre a diverse aree del continente africano alle quali ora si aggiungono l’Iran e i Paesi del Golfo Persico, la qualcosa ha già causato oltre 100 Milioni di sfollati. L’Atlante delle guerre evidenzia anche l’aumento della crisi del diritto internazionale, anche se occorrerebbe valutare se gli organismi preposti abbiano usato per tutti un’unica unità di misura, oppure abbiano usato due pesi e due misure, perché la credibilità di questi organismi internazionali è fondamentale. Però occorre anche dire che fin da che mondo è mondo, la storia ce lo insegna, chi possiede la forza economica o militare l’ha sempre usata a proprio vantaggio, chi poi possiede sia la forza militare che economica, solitamente da avvio alle guerre.

Quindi è la diplomazia che deve entrare preventivamente in campo per evitarle le guerre, perché dopo è sempre troppo tardi, le guerre portano morte, distruzione e carestie ed è inutile rammaricarsi dopo. Occorre evitarle. E qui un’altra riflessione va compiuta. La diplomazia ha fatto tutto ciò che era in suo potere per evitare le guerre? Non mi pare e la guerra Russia/Ucraina, alle porte dell’Europa, mi sembra un classico esempio mancato.

Nel mondo 700 Milioni di persone vivono in condizioni di povertà estrema, ovvero il 9% della popolazione mondiale. La povertà infantile ci dice che 330 Milioni di bambini vivono in povertà estrema e spesso solo perché hanno avuto la sfortuna di nascere in certe parti del globo terrestre.

Ma se rimaniamo in un abito più vicino a noi, in Europa, scopriamo che circa 95 Milioni di persone (il 21% della popolazione) sono a rischio di povertà o esclusione sociale, e con gravi deprivazioni materiali che impediscono l’accesso a necessità basilari. Nel contesto Europeo il 6% della popolazione vive in condizione di grave deprivazione materiale, non potendo permettersi riscaldamento o pasti adeguati.

Ma veniamo ancora più vicino a noi in Italia, al centro della quale, la Repubblica di San Marino è geograficamente collocata. Il Rapporto Caritas 2025 evidenzia che oltre 5,7 Milioni di persone vivono in povertà assoluta (il 9,7% della popolazione e 2,2 Milioni di famiglie).

Restringiamo ancora il perimetro ai 61 Kmq del Territorio sammarinese. Ebbene, sempre il rapporto Caritas Vicariale di San Marino 2025, ci dice che sono stati assistiti 93 nuclei familiari, per un totale di 224 persone seguite dal Centro di Ascolto di Cailungo. Il contesto che ne emerge conferma che rispetto allo scorso anno le famiglie assistite non sono sostanzialmente in aumento, ma le nuove povertà e il costo della vita galoppante continuano a colpire duramente diverse famiglie, inclusi residenti sammarinesi. La qualcosa, anche di fronte ai rischi del protrarsi della guerra in Medio Oriente e delle inevitabili conseguenze, non può lasciare tranquilli o indifferenti i sammarinesi.

E proprio guardando tutto quanto ci circonda, credo si debba convenire che la comunità del Monte Titano, pur non essendo esente da contaminazione, a volte fuori luogo, di mode, usi einflussi dell’informazione e della tecnologia, rimanga, tutto sommato un luogo ancora vivibile, dove il contatto umano, per quanto alterato rispetto al passato, sia ancora possibile e la dimensione delle cose sia ancora a portata d’uomo.

Però è necessario essere vigili, difendere questa realtà lasciataci dai predecessori; occorre abbandonare l’elefantiasi politica che a volte pervade gli attuali nostri governanti, i quali si prendono un po’ troppo sul serio. E’ inutile voler ragionare in grande, troppo in grande, per una realtà di 61 Kmq e 34.000 abitanti. sarebbe solo necessario ammodernarsi, seguire l’evoluzione dei tempi ma senza mai perdere di vista le origini e le dimensioni della realtà sammarinese. Chi è venuto prima di noi ci ha spiegato che bisogna essere inclusivi, ma nel limite del possibile; San Marino lo ha sempre fatto nel concreto ma senza inutile ostentazione, magari spingendosi oltre il nostro possibile, con tutti gli effetti negativi del caso.

I nostri predecessori ci hanno insegnato ad essere ospitali, ma, al tempo stesso, orgogliosi della nostra sovranità, della nostra storia e delle nostre tradizioni che vanno però preservate per le generazioni future. La cittadinanza è sempre stata un simbolo di appartenenza forte alla nostra Repubblica; la neutralità è sempre stata un’arma diplomatica che ci ha dato la possibilità di interloquire con chiunque; i valori dell’Arengo ci hanno sempre avvicinato alla volontà popolare, alla nostra gente che incontriamo ogni giorno camminando per strada; l’Istituto della Reggenza ci ha sempre insegnato l’umiltà, poiché ogni cittadino ha il dovere di assumersi responsabilità alte, se questo gli viene richiesto, ma dopo sei mesi torna ad essere un cittadino di questa Terra come chiunque altro.

Siamo certi di interpretare, sia pure in modo moderno, il vero senso dell’essere sammarinesi? A me, ultimamente, qualche serio dubbio è venuto e sono preoccupato, perché il rischio è quello di perdere le caratteristiche che da sempre, pur in mezzo a mille difficoltà, ci hanno consentito di preservare questo fazzoletto di Terra indipendente, che più di uno storico ha definito un miracolo della storia!