San Marino. Civico 10. Valutazioni sul report Doing Business

Doing-Business[c.s.] Ieri abbiamo potuto apprezzare molteplici manifestazioni governative di giubilo per i risultati ottenuti da San Marino nella classifica annuale stilata da Doing Business sui Paesi attrattivi per fare impresa.

I media hanno prontamente fatto da cassa di risonanza, rispetto a quello che pareva essere un aumento fenomenale di attrattività che ci ha fatto passare dal 93° al 76° posto nel giro di appena 12 mesi. E un po’, lo ammettiamo, siamo stati tentati anche noi di unirci al coro univoco di soddisfazione.

Poi però abbiamo deciso di verificare quei dati, andando direttamente sul sito ufficiale che ospita il ranking. Con un paio di click siamo giunti sulla pagina del nostro Paese e ci siamo resi conto, purtroppo che, come spesso accade, fra le parole e i fatti c’era una discrepanza piuttosto consistente.

Doing Business ha infatti introdotto, per stilare la classifica 2016, un nuovo metodo di calcolo, riparametrando alcuni dati. Per effettuare un confronto efficace, quindi, fra i dati 2015 e quelli 2016, il ranking dell’anno scorso è stato ricalcolato alla luce dei nuovi parametri e… indovinate un po’?

San Marino non è più 93°, ma 78°. Un confronto reale fra i dati 2015 e quelli 2016, quindi, parla di un aumento di ranking limitato a soli due posti. Un aumento è comunque un dato positivo, ci mancherebbe. Ma andando a dettagliare i risultati ottenuti nei vari settori analizzati si scopre qualcos’altro di ancora più importante.

San Marino è peggiorato praticamente in quasi tutti i ranking specifici. Presenta un aumento piuttosto considerevole solamente per quanto riguarda la fase di StartUp dell’impresa, principalmente per via delle nuove norme introdotte dalla Segreteria Industria che promettono il rilascio della licenza in tempi più brevi che in passato, e con meno burocrazia.

Questo, e solo questo, ha causato il limitato aumento nel ranking generale. Allora ci chiediamo se, alla luce dei dati reali e non fuorviati, ci sia davvero così tanto da esultare o forse non ci sia più da riflettere sui motivi che ci hanno portato a peggiorare in tutte le altre classifiche, prima fra tutti quella sul sistema del credito in cui ci confermiamo fra gli ultimi posti al mondo.

Una valutazione veloce sulla classifica ci dice peraltro che, subito dopo San Marino, si trovano Paesi come il Guatemala, l’Arabia Saudita e l’Ucraina (Paesi che, a causa di guerre in atto o questioni religiose, non si possono definire certamente business-friendly). Tutti i Paesi europei avanzati (tranne Malta) ci precedono. I piccoli Paesi asiatici, come Hong Kong e Singapore che si trovano nelle primissime posizioni.

Le Repubbliche baltiche, uscite dal blocco sovietico, sono nelle prime 25 posizioni perché hanno saputo avviare una economia dinamica e competitiva facendo scelte coraggiose. L’Islanda si trova al 19° posto pur non essendo in una posizione geografica sicuramente invidiabile. La Svizzera, sfruttando la sua posizione e la sua abilità di porre in essere normative concrete ed efficaci, è in 26° posizione.

Siamo preceduti di 30-40 posizioni da Paesi come gli Emirati Arabi, la Bulgaria, l’Ungheria, l’Armenia, il Montenegro, la Mongolia. L’Italia, con tutti i problemi che crea alle imprese in termini di imposte e burocrazia, è al 45° posto (31 posizioni prima di noi).

Per fare impresa, quindi, non basta ottenere la licenza in tempi brevi. Servono telecomunicazioni efficienti, serve la disponibilità del credito, serve una burocrazia leggera e una PA efficiente.

Su questi temi quasi tutti gli altri Paesi europei stanno tornando a correre e noi ancora non siamo riusciti a porre le basi per farlo.

Chiudiamo questo comunicato con una raccomandazione che abbiamo già fatto più volte: nell’era del web, le bugie hanno le gambe corte. Chiediamo quindi al Governo di smettere di annunciare risultati palesemente gonfiati, veicolati sui media a cadenza regolare, e di lavorare piuttosto a testa bassa e con coesione perché questi risultati arrivino davvero.

  • Cervia. V anniversario dell’entrata in vigore del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) Il 22 gennaio 2026 ricorre il V anniversario dell’entrata in vigore del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), attualmente ratificato da 95 Paesi, ma non dall’Italia, e ottenuto grazie all’azione della società civile internazionale guidata dalla Campagna ICAN (Premio Nobel per la Pace 2017). Per celebrare questo storico traguardo, il Comune di Cervia ha organizzato diverse iniziative aperte a bambini e adulti: Dal 19 al 31 gennaio Vetrina di letture con una serie di libri su disarmo, pace e diritti umani – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. 19 gennaio ore 16.45 Armiamoci – pomeriggio di letture dedicate alla cosa più bella del mondo: l’amore – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. 21 gennaio ore 12.30 Peaceful Towns – Città per la Pace – Concorso artistico internazionale. Consegna del riconoscimento di Mayors for Peace – Scuola Primaria A. Manzi, Tagliata. 22 gennaio ore 8.30 Incontro con Yoshiko Kajimoto, volontaria di Mayors for Peace, hibakusha, sopravvissuta al lancio della bomba atomica su Hiroshima del 6 agosto 1945, che racconterà la sua esperienza in collegamento dalla sede dell’Hiroshima Peace Memorial Museum agli alunni della classe V della Scuola Primaria M. Buonarroti di Montaletto. 22 gennaio ore 12.00 Il suono delle campane: le campane del Municipio di Cervia, unite a quelle delle parrocchie, suoneranno a festa per celebrare questa storica giornata. 22 gennaio ore 16.45 Le mille gru di Hiroshima – Laboratorio gratuito di origami per bambini 2–7 anni, a cura di Caterina – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. 24 gennaio ore 10.30 Amichevoli pinguini – letture dedicate all’amicizia, non solo tra i ghiacci del Polo, a cura delle Volontarie NpL – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. 24 gennaio ore 17.00 Cervia, Hiroshima, Nagasaki – Racconti di viaggio di Bruna Rondoni. Dialogo con l’Assessora alla Pace del Comune di Cervia Michela Brunelli – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. Il Comune di Cervia è Lead City per l’Italia dell’associazione Mayors for Peace, fa parte del Comitato esecutivo di Mayors for Peace European Chapter, sostiene la campagna “Italia, ripensaci” promossa da Rete Italiana Pace e Disarmo e Senzatomica, con la simbolica sottoscrizione del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), e aderisce a ICAN Cities Appeal, l’Appello delle Città a favore del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW). L’Assessora alla Pace Michela Brunelli: “Giovedì 22 gennaio ricorrerà il quinto anniversario dell’entrata in vigore del Trattato ONU sulla Proibizione delle Armi Nucleari TPNW, il primo accordo internazionale giuridicamente vincolante che rende illegali le armi nucleari in ogni loro aspetto (produzione, stoccaggio, utilizzo, minaccia d’uso), con l’obiettivo del loro completo disarmo. Al momento sono 95 gli Stati che hanno firmato il Trattato, che conta attualmente 74 Stati vincolati, avendolo firmato e ratificato. Tale giornata sarà ricordata ovunque nel mondo e anche a Cervia. Da anni l’amministrazione promuove la cultura e l’educazione alla pace, anche in collaborazione con le scuole, organizzando incontri online con la sede dell’Hiroshima Peace Memorial Museum per ascoltare le parole degli hibakusha. La loro voce ricorda che la pace non è un’utopia, ma un compito urgente affidato soprattutto alle nuove generazioni”. Cervia, 17 gennaio 2026