SAN MARINO. “No, difendere le ragioni della vita non è un «tabù»”…..di Don Gabriele Mangiarotti

 

 

È di questi giorni la discussione sulle linee guida sul «Piano pandemico» che viene redatto in Italia dopo tanti anni dal precedente, e che dovrebbe dare indicazioni aggiornate sulle questioni sanitarie in caso di pandemia.

Non entro in merito alla discussione, che chiede certo più di un breve articolo su un giornale e che abbisogna di esperti qualificati, capaci sia di senso critico sia di chiarezza di giudizio nelle motivazioni addotte.

Quello che mi colpisce, e che mi ha fatto prendere la metaforica penna, sono stati i titoli di due quotidiani che ho letto sulla Rassegna Stampa della TV di San Marino.

Ieri Il Resto del Carlino così titolava: “Cade il tabù: curare chi può salvarsi. Pronto il nuovo piano pandemico. «Se le risorse sono insufficienti, la precedenza va data a chi ha maggiori possibilità» Arriva il vaccino Moderna. L’ipotesi: immunizzare subito over 80 e docenti” e oggi il Corriere di Romagna: “Emergenza covid: il piano choc del Ministero. Cura solo a chi può farcela. Medici e preti non ci stanno. Il sacerdote-dottore e professore di Bioetica: «Si cura chi si può curare»

Il medico di famiglia: «Inaccettabile, si aiuta anche chi tenta il suicidio»”.

Certo, il problema è reale. Se le risorse non sono infinite, bisogna pure decidere in che modo ripartirle. E questo è ciò che da sempre devono decidere i medici.

Qui a San Marino il Comitato di Bioetica aveva dato un parere equilibrato e corretto.

Ma che cosa colpisce in quello che scrivono i giornali citati, in particolare il Resto del Carlino?

«Cade un tabù», sì, avete letto bene. Una norma che, così come citata dall’articolo sembra aprire ad una forma di eutanasia (e non si parla di suicidio assistito) dove chi decide è comunque il medico, in base a criteri in qualche modo indiscutibili (in particolare si può pensare all’età…) viene salutata come il superamento di un tabù.

Ma se la difesa della vita, soprattutto nelle sue fasi di maggiore debolezza, viene definita un tabù, allora è segno che la barbarie sta diventando un dato normale, e che l’inciviltà diventa regola, cancellando secoli di rispetto della vita e di impegno per il bene di tutti.

Quanto in tempi terribili avevamo visto con orrore, la definizione di «vite inutili» del tempo del nazismo, e quanto ci ha mobilitato di fronte alla morte procurata di Alfie Evans, di Charlie Gard e di Vincent Lambert (e la lista purtroppo non è terminata) perché la loro vita era considerata «indegna di essere vissuta» sembra avere lasciato nelle coscienze l’idea che la loro difesa sia stata un tabù di cui finalmente ci si potrà sbarazzare.

Per fortuna, sembra fare intuire il titolo del Corriere di Romagna, «Medici e preti non ci stanno».

Saremo all’inizio di una riscossa o al termine di una civiltà?

Spero che la nostra «Antica terra della libertà» sappia scegliere nel senso della ragionevole difesa della vita.

Don Gabriele Mangiarotti

  • Cervia. V anniversario dell’entrata in vigore del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) Il 22 gennaio 2026 ricorre il V anniversario dell’entrata in vigore del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), attualmente ratificato da 95 Paesi, ma non dall’Italia, e ottenuto grazie all’azione della società civile internazionale guidata dalla Campagna ICAN (Premio Nobel per la Pace 2017). Per celebrare questo storico traguardo, il Comune di Cervia ha organizzato diverse iniziative aperte a bambini e adulti: Dal 19 al 31 gennaio Vetrina di letture con una serie di libri su disarmo, pace e diritti umani – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. 19 gennaio ore 16.45 Armiamoci – pomeriggio di letture dedicate alla cosa più bella del mondo: l’amore – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. 21 gennaio ore 12.30 Peaceful Towns – Città per la Pace – Concorso artistico internazionale. Consegna del riconoscimento di Mayors for Peace – Scuola Primaria A. Manzi, Tagliata. 22 gennaio ore 8.30 Incontro con Yoshiko Kajimoto, volontaria di Mayors for Peace, hibakusha, sopravvissuta al lancio della bomba atomica su Hiroshima del 6 agosto 1945, che racconterà la sua esperienza in collegamento dalla sede dell’Hiroshima Peace Memorial Museum agli alunni della classe V della Scuola Primaria M. Buonarroti di Montaletto. 22 gennaio ore 12.00 Il suono delle campane: le campane del Municipio di Cervia, unite a quelle delle parrocchie, suoneranno a festa per celebrare questa storica giornata. 22 gennaio ore 16.45 Le mille gru di Hiroshima – Laboratorio gratuito di origami per bambini 2–7 anni, a cura di Caterina – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. 24 gennaio ore 10.30 Amichevoli pinguini – letture dedicate all’amicizia, non solo tra i ghiacci del Polo, a cura delle Volontarie NpL – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. 24 gennaio ore 17.00 Cervia, Hiroshima, Nagasaki – Racconti di viaggio di Bruna Rondoni. Dialogo con l’Assessora alla Pace del Comune di Cervia Michela Brunelli – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. Il Comune di Cervia è Lead City per l’Italia dell’associazione Mayors for Peace, fa parte del Comitato esecutivo di Mayors for Peace European Chapter, sostiene la campagna “Italia, ripensaci” promossa da Rete Italiana Pace e Disarmo e Senzatomica, con la simbolica sottoscrizione del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), e aderisce a ICAN Cities Appeal, l’Appello delle Città a favore del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW). L’Assessora alla Pace Michela Brunelli: “Giovedì 22 gennaio ricorrerà il quinto anniversario dell’entrata in vigore del Trattato ONU sulla Proibizione delle Armi Nucleari TPNW, il primo accordo internazionale giuridicamente vincolante che rende illegali le armi nucleari in ogni loro aspetto (produzione, stoccaggio, utilizzo, minaccia d’uso), con l’obiettivo del loro completo disarmo. Al momento sono 95 gli Stati che hanno firmato il Trattato, che conta attualmente 74 Stati vincolati, avendolo firmato e ratificato. Tale giornata sarà ricordata ovunque nel mondo e anche a Cervia. Da anni l’amministrazione promuove la cultura e l’educazione alla pace, anche in collaborazione con le scuole, organizzando incontri online con la sede dell’Hiroshima Peace Memorial Museum per ascoltare le parole degli hibakusha. La loro voce ricorda che la pace non è un’utopia, ma un compito urgente affidato soprattutto alle nuove generazioni”. Cervia, 17 gennaio 2026