Ecco chi vuole Renzi al Colle per isolare i 5s e spaccare il Pd

L’ex presidente della Camera de Deputati Pier Ferdinando Casini è tra i nomi che circolano in Parlamento per la successione al Quirinale del presidente Sergio Mattarella. L’indiscrezione è data dal quotidiano La Stampa, che aggiunge l’esponente della vecchia Democrazia cristiana all’elenco di personalità politiche indicate come papabili allo scranno più alto del Colle. Dopo Mario Draghi, la ministra della Giustizia Marta Cartabia e lo stesso Mattarella, che potrebbe essere riconfermato per un altro mandato, si fa largo l’ipotesi di Casini. Nel corso della sua lunga carriera politica, l’ex Dc e Udc è stato presidente della Camera dei Deputati nella XIV Legislatura.

Nella XVII legislatura è stato presidente della commissione d’inchiesta sulle banche. Parlamentare dal 1983, con trentotto anni consecutivi da deputato e senatore è, al 2021, il politico con alle spalle la più lunga esperienza tra quelli presenti nei due rami del Parlamento. Il nome di Casini potrebbe rivelarsi strategico, soprattutto per il leader di Italia Viva Matteo Renzi, il quale scalpita per trovare spazio tra i partiti più votati. L’ex democristiano potrebbe colpo isolare il Movimento 5 Stelle, spaccare il Pd e indebolire ulteriormente l’alleanza giallorossa, usufruendo della sponda dell’intero centrodestra.

Sono, in ogni caso, partite le grandi manovre “trasversali” di Renzi che, dopo la caduta del governo Conte, ha dato ampia dimostrazione di trovarsi a suo agio nel gestire i “numeri” in Parlamento. Casini, quindi, potrebbe diventare l’anello di congiunzione tra centrosinistra e centrodestra e sparigliare le carte in tavola, soprattutto se Mattarella dovesse rinunciare a un secondo mandato da presidente della Repubblica. L’ex Udc oggi siede tra le fila del gruppo delle Autonomie e, secondo chi lo conosce bene, aspira a salire al Colle. Una buona fetta del Pd, i governatori di centrosinistra guidati dal suo conterraneo Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia-Romagna con cui è in ottimi rapporti, Forza Italia e chiaramente Italia Viva potrebbero votarlo.

Si potrebbero poi aggiungere anche Lega e Fratelli d’Italia, che valuterebbero con molto interesse l’elezione di un presidente della Repubblica non proveniente dal centrosinistra, come è sempre avvenuto ultimamente. Questo nonostante Matteo Salvini punti su Mario Draghi al Quirinale, nella speranza che si sciolgano le Camere e che si torni subito al voto, obiettivo che il capo del Carroccio insegue già da molto tempo.


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