A Rimini si terrà giovedì 22 gennaio p.v. un incontro pubblico sul problema lupo

Nonostante la gravità del problema, Comune, Provincia, Regione e ISPRA non si presentano in massa al confronto con i cittadini

L’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali e il Comitato quartiere 11 Rimini “Emergenza lupi” hanno organizzato alle 20,30 di giovedì 22 gennaio 2026 a Rimini (sala Macaco, via Marecchiese, 314) un incontro pubblico attinente la grave problematica dei lupi nel Riminese, caso che addirittura ha valicato mediaticamente i confini nazionali. Dopo l’intervento dei relatori, chiunque tra il pubblico potrà intervenire facendo domande o esternando quanto ritenuto opportuno, ovviamente con educazione. 

Tra i relatori, il giornalista naturalista Giovanni Todaro, studioso anche sul campo all’estero del lupo, autore di alcuni relativi testi storici e scientifici e già ideatore e direttore del Museo internazionale del bracconaggio e delle trappole, allestito nel castello di Bardi (PR) in collaborazione con l’allora Corpo forestale dello stato, Guardia di Finanza, associazioni venatorie, ambientaliste e persino animaliste. Ovviamente contro il bracconaggio. Altro relatore sarà il dr. Michele Corti, ruralista, presidente dell’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali e già professore di Zootecnia di montagna. Seguiranno gli interventi di Marco Succi e Giorgio Urbinati, rispettivamente presidente e vicepresidente del Comitato quartiere 11 Rimini “Emergenza lupi”. Moderatore Federico Tommasini, giornalista de Il Resto del Carlino.

Le istituzioni coinvolte a vario titolo nel problema, nonostante siano state formalmente contattate e invitate all’incontro da non poche settimane, non hanno neppure risposto per educazione (tranne ISPRA) e solo dopo ripetuti solleciti diretti hanno risposto telefonicamente che non parteciperanno. Il tutto con una curiosa coesione. Il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, invitato anche per mail il 19 dicembre, ha fatto sapere oggi – ma dopo una nostra telefonata – tramite la sua segreteria che non sarà presente all’incontro pubblico, e neppure ha ritenuto opportuno delegare un assessore o un qualunque rappresentante. Ricordiamo che il sindaco per legge è il responsabile della tutela della pubblica incolumità, quindi in caso di attacchi degli onnipresenti lupi a persone nel territorio (come già è accaduto altrove, con ferite e cure ospedaliere, a Otranto, Vasto, San Salvo, Casalbordino e Roma, confermati ufficialmente dal ministero dell’Ambiente), in caso di mancate disposizioni, è perseguibile penalmente. 

A prescindere che i sindaci hanno il potere di emanare ordinanze contingibili e urgenti (ex art. 54 TUEL), incluso l’abbattimento, per fronteggiare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana, ricordiamo al primo cittadino di Rimini che in città vi sono vaste aree in cui i cittadini, con permesso e disposizione del Comune, posizionano nottetempo sui marciapiedi, non nelle stazioni ecologiche, i contenitori contenenti rifiuti e scarti di cucine, che attirano i lupi. Ciò avviene anche nella Zona Turistica, cosa che stride in presenza di lupi. Ricordiamo che la lupa di Vasto e San Salvo (Abruzzo) nel 2022-23 veniva attirata dai contenitori dei rifiuti fin sulla spiaggia e da quelli passò poi alle persone, attaccandone e ferendone ben undici nell’arco di dodici mesi, inclusi i tentativi di predazione di due bambini di 5 anni di giorno e in spiaggia, rimasti feriti ma fortunatamente salvati a stento dai genitori. Una volta catturata, il DNA confermò che la responsabile era la lupa, non socializzata. Si deve attendere che accada lo stesso a Rimini? Però il sindaco non si presenterà all’incontro del 22 gennaio. Essendo Jamil Sadegholvaad anche presidente della Provincia, pure in questo ruolo non parteciperà, e non invierà assessori e delegati.

Stesso approccio da parte di Regione Emilia Romagna. All’incontro pubblico era stato invitato per pec, con largo anticipo, anche  il dr.  Pier Claudio Arrigoni, del Settore Agricoltura, caccia e pesca – Ambiti Forli-Cesena, Ravenna e Rimini, il quale però formalmente non ha mai risposto, nonostante invece si sia presentato in precedenza agli incontri pro lupo. Analogamente era stato contattato il suo dirigente dr. Vittorio Elio Manduca, e pure lui non si è mai degnato neppure di rispondere. Da notare che si tratta di dipendenti pubblici pagati dai cittadini, e a proposito di un grave problema pubblico che finora nell’arco di pochi mesi ha portato a centinaia di predazioni su bestiame e persino cani davanti ai padroni all’interno dei cortili di case recintate. Tale increscioso comportamento è stato segnalato formalmente ad Alessio Mammi, assessore regionale all’Agricoltura e agroalimentare, Caccia e Pesca. All’incontro è stato invitato pure lui, ma finora non ha risposto.

Da notare che l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), branca scientifica del ministero dell’Ambiente, per i casi previsti in deroga dall’art.16 della Direttiva Habitat aveva già concesso l’abbattimento in Emilia Romagna di 9-15 esemplari su 98-163 lupi abbattibili nel 2025 a livello nazionale. Ma la Regione Emilia Romagna non ha mai richiesto a ISPRA l’abbattimento neppure dei lupi spavaldi/confidenti e pericolosi, cosa che avviene regolarmente negli altri stati europei soggetti alla Direttiva. Nonostante i tentativi ambientalisti e animalisti di fare credere che il lupo in Italia sia in estinzione, siamo lo stato europeo con il maggior numero di lupi (mediamente 3.300 nel 2021 secondo il monitoraggio ISPRA, oltre 6.000 esemplari oggi secondo il noto esperto prof. Marco Apollonio, Università di Sassari), e l’Emilia Romagna non solo è la terza regione per numero di lupi, ma, ed è un dato scientifico, ha nell’area dell’Appennino parmense e piacentino la più alta densità di lupi al mondo, ben 10 lupi per 100 km² (10 km x 10). 

Segnaliamo che pure ISPRA ha comunicato che non parteciperà all’incontro del 22 gennaio, nonostante abbia dichiarato ufficialmente che i lupi in Italia negli anni 2017-2024 hanno attaccato e ferito senza provocazione ben venti persone e che “hanno cominciato a frequentare assiduamente i contesti abitati dall’uomo, in alcuni casi predando cani e gatti randagi o padronali, a volte anche custoditi all’interno di aree recintate”. 

Poiché nelle nostre iniziative pubbliche vogliamo fare esprimere tutti – affinché la gente possa sentire le varie versioni e poi farsi autonomamente un proprio parere – avevamo invitato come relatore anche il dr. Giampiero Semeraro dello Sportello Lupo Rimini, che dopo sollecitazioni ha risposto che non potrà partecipare, ma che avrebbe potuto inviare una dichiarazione da leggere, cosa ovviamente rifiutata anche per rispetto verso il pubblico. Sottolineiamo che Semeraro, sebbene si dichiari negli incontri pubblici e anche sui media “Coordinatore del monitoraggio del lupo per la Provincia di Rimini”, anche con sopralluoghi ove ci sono state predazioni da lupo, non ci risulta abbia alcun relativo incarico scritto e quindi ufficiale – che nella PA è obbligatorio, anche se si opera da volontari, pena la nullità – cosa parimenti da noi segnalata in Regione.

Queste sono state le risposte, o non risposte, di istituzioni che spesso divulgano vere e proprie falsità come l’impossibilità di intervento nel caso dei lupi, tipo “abbiamo le mani legate”. Supponiamo che l’incontro pubblico del 22 gennaio evidenzierà ancor più questa latitanza. Tutti i cittadini sono invitati.

Comunicato stampa – Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali