Roma qualche giorno fa, apparentemente senza motivo, era emerso dallo stato di trance’ in cui ormai cadeva davanti ai suoi videogame preferiti e aveva aggredito il fratellino di un anno e otto mesi scagliandogli una presa elettrica e ferendolo a un occhio, tanto che i genitori si erano precipitati col piccolo al pronto soccorso. E per calmare lui, l’aggressore di appena 16 anni, era intervenuta la polizia. Ieri, dopo le indagini del Commissariato di zona, il ragazzo è stato arrestato per ordine del Tribunale dei minorenni e accompagnato in una comunità di recupero specializzata in «danni collaterali» della realtà virtuale. Maltrattamenti in famiglia, l’accusa. UN’OSSESSIONE, quella per i videogiochi, che teneva un giovane (fino a pochi mesi fa uguale a tanti) anche 20 ore al giorno attaccato a smartphone, console o pc, salvo farlo diventare violento, sadico e crudele, tanto da arrivare a picchiare i familiari (ne avrebbe fatto le spese anche la sorellina), quando il gioco s’interrompeva e il rapporto con le persone vicine si proponeva in termini di conflitto. Gli agenti intervenuti nell’abitazione della famiglia all’Appio a Roma dopo l’ennesimo raptus, hanno ricostruito l’accaduto e ascoltato dai genitori la trasformazione subita dal loro figlio. Fino al penultimo anno scolastico pare che non mostrasse problemi di relazione, frequentava amici e aveva un buon rendimento in classe. Avrebbe sviluppato negli ultimi mesi una dipendenza ossessiva dai videogame, quelli più cruenti, inseparabile dalle sue «stampelle» tecnologiche, sempre più chiuso e taciturno e, soprattutto, arrogante e dispotico. Immerso nella realtà virtuale anche di notte, il ragazzo ha iniziato a imitare i comportamenti brutali e violenti dei suoi eroi negativi, facendoli diventare reali. COSÌ, a 16 anni, ha fatto terra bruciata intorno a sé, iniziando a non frequentare più la scuola e, fra le mura domestiche, minacciando e picchiando più volte la madre, colpendo anche il padre che si era rifiutato di dargli i soldi per ricaricare la scheda sim o acquistare accessori per il cellulare. Questo il quadro ricostruito dalla questura di Roma, che quindi ha informato la procura del Tribunale dei minori. Di fronte al pericolo di reiterazione del reato e tenendo conto della necessità di far seguire al ragazzo un intenso programma di riabilitazione, la magistratura ha adottato il provvedimento cautelare di collocazione temporanea in comunità. Il Resto del Carlino
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