A VAL DI TEVA IL VIAGRA "LIQUIDO"?

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    L’acqua che sgorga dalla sorgente di Monte Cerignone, dalle virtù virilizzanti già scoperte dagli antichi romani, da anni è meta di pellegrinaggi da tutt’Italia. Ora la speranza è che qualche etichetta pregiata si interessi all’acqua ‘miracolosa’

    Finalmente tutti potranno bere dalla ‘fonte del piacere’. E giovarne senza controindicazioni. Quella di Valle di Teva, naturalmente, l’unica dalle virtù sconvolgenti. Ricordate il segreto custodito da ben 2mila anni dagli abitanti della frazione di Monte Cerignone, venuto alla luce grazie alla scoperta storica del professore Angelo Chiaretti di Mondaino?

    Quattro anni fa grazie al tam tam mediatico, in tutta la Romagna per non dire in tutta la penisola, si sparse la voce che le acque di questa valle avevano un potere virilizzante e gli antichi romani, vecchie volpi, lo sapevano bene perché costruirono un tempio votato a Priapo, dio della fertilità. Da allora tanti pellegrinaggi, arrivarono perfino da Bari con damigiane alla mano per poterne bere l’acqua. 

    L’altro ieri, la sorgente dagli effetti ‘desiderati’ è stata inaugurata con un brindisi da: Palmiro Ucchielli, presidente della Provincia Paolo Sorcinelli, assessore ai Beni storici, artistici di Pesaro, Davide Giorgini, sindaco di Monte Cerignone, Angelo Chiaretti, storico mondainese e dagli abitanti di Valle di Teva e Monte Cerignone. La grande festa per il recente restauro compiuto dall’amministrazione comunale e provinciale si è conclusa presso l’agriturismo Il Castello, con una cena preparata da Mafalda Cancellieri e dall’intera famiglia.

    Un bicchier d’acqua al posto della pillolina blu? Il risultato sembrerebbe essere assicurato dai tanti visitatori, locali curiosi o turisti speranzosi, che quasi in processione durante gli anni hanno raggiunto il borgo di Valle di Teva. “Tanta gente così non si era mai vista” hanno commentato gli abitanti. Quasi un po’ gelosi del segreto ormai noto dappertutto. A testimoniarlo c’è una lunga tradizione letteraria, da Plinio in poi. Le carte seicentesche consultate all’archivio di Stato di Pesaro da Angelo Chiaretti e tutta una serie di dicerie di paese sul potere delle acque che giovavano alla mascolinità e alla fecondità. Negli ultimi quattro anni più di uno però ha voluto toccare con mano.

    Sono arrivati da Ferrara con le damigiane – si ricorda qualcun altro- . A credere nel potere della fonte, il sindaco di Monte Cerignone, Davide Giorgini. “Noi e la provincia di Pesaro Urbino abbiamo voluto restaurare e valorizzare la fonte di Priapo perché speriamo, anche grazie all’inaspettato interesse per questo borgo, sconosciuto a tanti, di poter creare un circuito turistico che possa portare benefici su tutto il comune. Stiamo avendo contatti con gli organizzatori della festa di San Valentino, nel comune di Sassocorvaro, depositario delle reliquie del santo e dove ogni anno si svolge l’evento dedicato agli innamorati. Speriamo che la sorgente di Valle di Teva venga inserita come meta all’interno di questa ricorrenza”.

    Intanto le etichette per le bottiglie dall’acqua miracolosa sono già pronte. “Per il brindisi inaugurale abbiamo preparato alcune bottiglie – continua il sindaco – chissà che qualche stabilimento d’imbottigliamento o qualche etichetta pregiata possa presto interessarsi alla nostra acqua, molto leggera tra l’altro”.

     Un ultimo aneddoto. Valle di Teva dista una decina di chilometri da Monte Cerignone, nella provincia marchigiana. Una volta scesa la vallata e saliti fino al piccolo paese bisogna seguire il vicolo segnalato che conduce alla fonte, dalla cui cannella sgorga acqua leggermente effervescente. Tutto intorno la campagna è coltivata. “Non si sa perché – ride Davide Giorgini – ma i pomodori qui crescono in maniera rigogliosa e hanno dimensioni esagerate”. 

    Che la leggenda sia vera? Il segreto della virilità dell’acqua di Valle di Teva sta tutta nell’alta concentrazione di nitrato. A metterlo nero su bianco le analisi realizzate dall’Arpa su incarico del Carlino. L’assunzione di acque con tali caratteristiche comporta effetti di vasodilatazione cardiovascolare, e da qui probabilmente gli effetti curativi che gli antichi romani hanno avuto modo di scoprire, duemila anni fa.. Lunga vita alle acque ‘miracolose’!