ACCORDO RADIOTELEVISIVO, IL PSD INTERPELLA

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  • Nella giornata di venerdì scorso i Consilieri Paride Andreoli e Silvia Cecchetti, a cui si è associato il Consigliere Federico Pedini Amati per la risposta scritta, hanno presentato alla Segreteria Istituzionale una interpellanza dal seguente contenuto:

     

    L’accordo di collaborazione in materia radiotelevisiva tra la Repubblica di San Marino e la Repubblica Italiana è stato sottoscritto il 5 marzo dello scorso anno. Un accordo della durata quinquennale, che prevede l’utilizzo  di tre frequenze da parte dell’Italia, la quale contraccambia con un contributo di tre milioni e novantottomila euro annuali da destinare alla San Marino RTV. Un accordo che necessita della ratifica per la sua piena operatività, come evidenziato anche nella relazione della Commissione di Vigilanza.

     

    Se la Repubblica di San Marino ha già provveduto a detta ratifica in Consiglio Grande e Generale, ci risulta che la stessa cosa non sia stata ancora fatta da parte italiana. L’eventuale mancata ratifica, oltre a poter causare tensioni sul piano politico tra i due Paesi, impedirebbe, di fatto, la riscossione del contributo pattuito, rischiando di mettere in seria difficoltà l’attività e l’operatività della San Marino RTV e creando, allo stesso tempo, uno stato di forte preoccupazione per i suoi dipendenti, i quali si interrogano sul loro futuro lavorativo.

     

    Ci risulta che per quanto riguarda il contributo per l’anno 2008 non ci siano problemi, in quanto l’accordo era rientrato nel cosiddetto “decreto mille proroghe”.

     

    Dal momento che il Governo in più di una occasione ha ribadito che i rapporti con l’Italia sono buoni, frutto, a detta dell’Esecutivo, di una rinnovata fiducia tra le parti, interpelliamo il Congresso di Stato per sapere:

    a) se intenda porre rimedio alla situazione che si sta protraendo,     interessando il Governo italiano al fine di sapere se sia intenzionato a presentare in Parlamento l’accordo affinché proceda alla ratifica;

    b) se e come il Governo intenda intervenire, qualora, da parte italiana non venga ratificato l’accordo, con le conseguenze che ne deriverebbero.