Una chiesa gremita di gente per i funerali di Debora Catinari e sua figlia Aurora di otto anni, morte nel crollo della palazzina di via Giacomo Della Marca a Dragoncello. Migliaia le persone che hanno affollato la parrocchia per dare il loro addio alla maestra di Dragona e alla sua piccola. Tra loro, tanti bambini in lacrime che hanno salutato la loro insegnante e la loro compagna di classe con decine di palloncini bianchi, liberati poi in volo. I piccoli hanno anche scritto dei loro pensieri e fatto dei disegni in ricordo di Debora e Aurora.
Il papà Massimo è stato il primo arrivare nella piccola chiesa al villaggio San Francesco, a pochi metri dal luogo dell’esplosione.
Seduta tra i banchi, anche la sindaca di Roma Virginia Raggi che per oggi ha indetto la giornata di lutto cittadino. La Raggi ha abbracciato il papà Massimo e il fratello Lorenzo.
«Una situazione tragica che ha spezzato una famiglia- ha detto Monsignor Paolo Lojudice, vescovo di Ostia e Roma Sud, durante l’omelia- nessuno di noi in questo momento voleva essere qui eppure siamo in tanti per salutare mamma e figlia. Le anime giuste sono nelle mani di Dio. È stato un incidente – ha concluso il sacerdote- chiunque deve rispondere delle proprie responsabilità, e adesso non c’è tempo per il livore e altri sentimenti».
Ma le urla strazianti e i pianti dei familiari rimbombavano più forti di ogni parola, nella chiesa di San Francesco. Debora e Aurora, madre e figlia, sono andate via insieme tra la commozione di un intero quartiere che ancora si chiede: «Perché?». Il Messaggero