Adesso Macron “silura” Gozi: il renziano abbandona Parigi

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Passato dalle file del Pd a quelle di En Marche e dal governo italiano a quello francese, ora Parigi chiede spiegazioni dopo le accuse di consulenza per conto di Malta

Sandro Gozi lascia l’incarico all’interno del governo francese. Dopo le accuse mosse dalla stampa francese (e prima ancora maltese) di un presunto incarico anche al servizio de La Valletta, l’ex sottosegretario Pd finito alla corte di Emmanuel Macron ha deciso di interrompere la sua collaborazione con la Francia.

Il dem, che aveva deciso quest’estate di entrare nelle file del governo francese dopo essere stato anche cooptato in quelle delle liste elettorali di En Marche per le europee, ha diramato una nota in cui rivela che lascia “per evitare qualsiasi strumentalizzazione politica, vista anche l’attuale situazione europea“.

Un”sacrificio”, quello di Gozi, che nasce però dai dubbi che lo stesso governo francese aveva posto al suo rappresentate dopo che da Malta era arrivato lo scoop che il fedelissimo di Matteo Renzi non solo lavorava per Parigi, ma anche per il governo dell’isola. Insomma, una scelta non esattamente spontanea quella di Gozi, visto che è stato lo stesso gabinetto di Edouard Philippe a chiedere conto all’ex sottosegretario italiano del suo incarico maltese chiedendo addirittura di “fornire prove e spiegazioni“sui fatti riportati da Le Monde e dal Times of Malta.

Una brutta faccenda per l’uomo che doveva rappresentare la cerniera fra Macron, l’Italia a guida Pd e l’Unione europea, e che adesso viene di fatto costretto alle dimissioni per evitare che lo scandalo colpisca anche la sua seconda patria, quella Francia che lo aveva accolto a braccia aperte. Ma adesso lo stesso governo francese si sente messo sotto accusa e anche un po’ tradito. E del resto, finire sotto accusa per Gozi non è nell’interesse né di Philippe né tanto meno di Macron. Anche perché l’argomento, a Parigi, è già diventato un problema politico. Pierre-Henri Dumont, deputato dei Repubblicani, durante il “question time” all’Assemblea Nazionale ha chiesto ironicamente al governo: “Per chi lavora realmente il vostro consigliere ? Per se stesso, per la Francia, per Malta o per l’Italia?“. Ironia della sorte, le stesse accuse che provengono dall’Italia, ora arrivano da parte francese. E Gozi non può fare altro che abbandonare il suo posto sulle rive della Senna, gridando al complotto e dicendo a tutti di non voler “abbandonare il suo sogno transnazionale” e per l’Europa. Ma è la stessa Europa a non volerlo. Il Giornale.it

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