Affari Tuoi, partita perfetta e scelta sbagliata: la coppia romagnola si ferma a 50mila, nel pacco ce n’erano 200mila

È una di quelle storie che lasciano l’amaro in bocca. Non per la sconfitta, ma per la distanza minima tra la scelta e l’occasione persa. L’altro ieri, 12 gennaio, ad Affari Tuoi su Rai Uno, Stefano – ex poliziotto in pensione di Sant’Angelo di Gatteo – e la moglie Patrizia, sovrintendente della Polizia di Stato, hanno giocato una partita praticamente perfetta. Lucida, pulita, senza errori grossolani. E proprio per questo fa più male.

Il risultato ufficiale: 50mila euro portati a casa. Il risultato reale: 200mila euro lasciati sul tavolo.

Nel loro pacco c’erano quei 200mila euro che avrebbero cambiato davvero le cose. E non per capriccio. Lo hanno detto chiaramente durante la trasmissione: la casa di famiglia è stata devastata dall’alluvione del 2023. Servono soldi veri per rimetterla in piedi. Non bonus, non promesse. Liquidità.

La partita parte bene, benissimo. Subito il cagnolino Gennarino, 4mila euro in tasca. Poi una serie impressionante di pacchi blu. Fuori quasi tutti i tagli piccoli, salvo un 75mila che salta. Il “Dottore” fiuta l’aria e comincia a salire: 39mila, poi 45mila. Rifiutati. Giustamente.

Si arriva al momento chiave: restano due pacchi. Da una parte 50 euro, dall’altra 200mila. Il classico bivio. Ed è qui che entra in gioco la testa – e la paura. Offerta: 50mila euro. Tonda, pulita, rassicurante. La coppia accetta.

Scelta comprensibile. Scelta sbagliata.

Perché il loro pacco, il numero 13 – legato alla data di nascita del padre scomparso di Patrizia – conteneva i 200mila euro. L’altro, quello lasciato, i 50 euro. Esattamente il contrario di quello che speri. Esattamente quello che non vuoi vedere.

Non c’è niente da giudicare. In quella situazione, con una casa da ricostruire, con anni di lavoro sulle spalle, con l’ansia addosso, 50mila euro sembrano un’ancora. E lo sono. Ma restano 150mila euro in meno di quello che sarebbe servito davvero.

È il gioco, certo. Ma è anche la fotografia di come funziona la vita: spesso fai tutto bene, e perdi comunque l’ultima mano.

Resta la dignità, l’ironia romagnola, il sorriso con cui hanno affrontato ogni chiamata. Resta la stima. Resta l’applauso. Ma resta anche quella sensazione fastidiosa, che ti si incolla addosso: non di aver sbagliato, ma di essere arrivato a un soffio dalla svolta.