Agricoltura, 50 progetti per l’irrigazione: invasi e maggiore disponibilità idrica per 13mila aziende e 173mila ettari

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  • Invaso CasolaPiù donne, più giovani e tanti progetti per rendere disponibile l’acqua, un bene estremamente prezioso all’agricoltura emiliano-romagnola. Si tratta di ingressi che testimoniamo un generale ricambio dei vertici dei Consorzi e un’attenzione vera al tema di genere. Persone  che si troveranno fin da subito al lavoro su 50 progetti di potenziamento degli invasi e di ampliamento e modernizzazione delle infrastrutture irrigue, che sono in fase di avvio o in corso di realizzazione per un totale di 243 milioni di euro di finanziamenti regionali e statali già approvati.
    I progetti interessano in regione oltre 13 mila aziende agricole per una superficie irrigua di circa 173 mila ettari e, una volta completati, consentiranno di incrementare di oltre 13 milioni di metri cubi di acqua la capacità di invaso e di circa 46 milioni di metri cubi la disponibilità idrica per l’irrigazione.

    Le presidenti e i presidenti eletti sono Francesca Mantelli (Consorzio di Bonifica Parmense, 30 anni), Valentina Borghi (Consorzio di Bonifica Renana, 44 anni), Stefano Francia (Consorzio Bonifica Romagna, 32 anni), Stefano Calderoni (Consorzio Bonifica Pianura di Ferrara, 40 anni) Antonio Vincenzi (Consorzio Bonifica Romagna Occidentale, 69 anni), Francesco Vincenzi (Consorzio Bonifica Burana, 43 anni) e Nicola Dalmonte (Canale Emiliano-Romagnolo, 53 anni).  

    Altri 58 progetti candidati sul Piano nazionale invasi

    Tornando agli interventi per il potenziamento delle infrastrutture irrigue, i Consorzi di bonifica dell’Emilia-Romagna hanno candidato al Piano straordinario nazionale invasi 2020-2029ulteriori 58 progetti, per un investimento complessivo di 730 milioni. È in corso l’istruttoria da parte dell’Autorità di distretto del fiume Po. Il Piano ha una dotazione di 150 milioni per l’intero bacino padano.

    I principali campi di collaborazione tra Regione e mondo delle bonifiche riguardano gli investimenti in conoscenza e innovazione, la tutela della qualità delle acque il risparmio e l’efficienza nell’uso della risorsa idrica a livello aziendale e consortile, il riuso delle acque reflue, la gestione coordinata della risorsa idrica a livello di bacino del Po, il potenziamento della capacità di invaso e delle infrastrutture irrigue.


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