Agroalimentare, la Regione in campo per tutelare l’Aceto balsamico di Modena

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  • Gli assessori regionali all'Agricoltura ad Eima 2021 20 ottobre“Giù le mani dall’Aceto balsamico di Modena e, più in generale, dai nostri prodotti agroalimentari di eccellenza Dop e Igp, che tutto il mondo apprezza e ci invidia, a partire dai più noti Parmigiano-Reggiano e Prosciutto di Parma”.

    La perentoria richiesta al Governo di sbarrare la strada al tentativo da parte della Slovenia di ottenere il via libera da Bruxelles su una norma tecnica che porterebbe a snaturare quello che conosciamo e apprezziamo come il vero “aceto balsamico”.

    Quale potrebbe essere il rischio? Quello di consentire ai nostri vicini di frontiera di commercializzare come “aceto balsamico” qualsiasi tipo di aceto miscelato con mosto concentrato.

    L’assessore Alessio Mammi porterà nel pomeriggio il tema della difesa dei prodotti italiani di qualità contro gli innumerevoli tentativi di imitazione e usurpazione del loro buon nome ai colleghi delle altre Regioni nel corso del tavolo della Commissione politiche agricole riunita oggi a Bologna alla presenza degli assessori all’agricoltura delle Regioni italiane, in occasione dell’EIMA, la rassegna internazionale delle macchine agricole in svolgimento nel quartiere fieristico del capoluogo regionale.         

    Emilia-Romagna prima in Europa per i prodotti di qualità      

    L’Emilia-Romagna, che vanta in materia un indiscusso primato in ambito nazionale ed europeo con ben 44 specialità alimentari a marchio Dop e Igp, è tra le Regioni italiane che pagano il conto più salato all’agropirateria internazionale. Non si contano infatti i falsi Parmesan in circolazione ad ogni latitudine del globo terrestre, in barba ai nostri produttori e in spregio al principio di una corretta concorrenza.   

    Il caso dell’aceto balsamico sloveno, se si vuole, è ancora più grave perché si tratta del tentativo da parte di uno Stato membro dell’Unione europea di appropriarsi di parte della notorietà e del successo commerciale riscosso in tutto il mondo dal vero Aceto balsamico di Modena Igp, aggirando le normative europee a difesa di prodotti a denominazione di origine.             

         

    I numeri dell’Aceto balsamicoAceto balsamico Modena, prodotti tipici,Igp

    Una specialità, il balsamico che nasce all’ombra della Ghirlandina, prodotto mediamente in oltre 10 milioni di litri all’anno, per un valore alla produzione di circa mezzo miliardo di euro e che al consumo arriva a superare la cifra di 1,1 miliardi di euro. Altissima la quota di export, il 92%, di cui il 50% circa all’interno dell’Unione europea.

    Numeri che ne fanno il prodotto in percentuale più venduto all’estero tra le specialità Made in Emilia-Romagna e tra i primi per valore economico, nella scia di Parmigiano-Reggiano, Grana Padano e Prosciutto di Parma.  

    All’Aceto balsamico Igp, per completare la radiografia del comparto sotto attacco da parte della Slovenia, vanno poi aggiunti gli altri due aceti Dop, il Tradizionale di Modena e il Tradizionale di Reggio Emilia. Due specialità di nicchia che pur avendo numeri di gran lunga più ridotti, godono di un’immagine e di un prestigio financo superiori all’Aceto Igp.


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