Non è satira, magari lo fosse. Al di là del buon gusto, vi è qualcosa d’inquietante, di virulento, di terribile nel mega poster che da oggi verrà affisso sui muri di piazza Prampolini a Reggio Emilia dalla Federazione della Sinistra locale. Svettano facce, molte facce. Una folla sterminata di facce di parlamentari appartenenti al centrodestra, un puzzle di fotografie di uomini nel loro sorriso istituzionale riempie quel poster largo come un lenzuolo. Si tratta quasi d’un manifesto o una dichiarazione programmatica che, come informano gli stessi affissori: «contiene le facce dei 316 parlamentari che, con accanimento terapeutico, hanno tenuto, ancora una volta, in vita il governo lo scorso 14 ottobre.
Il mega poster contiene anche le facce di altri 15 onorevoli (per un totale di 331) che nel recente passato hanno dato la fiducia a Berlusconi, pur eletti in altre liste, ed ora in fase di stallo perché non hanno ottenuto quello che speravano di ottenere dal “generoso” Berlusconi.». E Berlusconi è la prima faccia. Accanto a Bossi col sigaro e a -sorpresa – Mimmuzzo Scilipoti, assurto da oggi a vera gloria, forse un omaggio nel giorno della presentazione del congresso del suo partito. Poi, in seconda fila, si stagliano i faccini del “traditore” Calearo, e di Milanese, Papa, Romano gente penalmente rilevante. Dopo di loro, riconoscibili ma un po’ meno, scorrono deputati e senatori le cui fototessere sono state strappate alla Navicella parlamentare.
Il “Muro della vergogna è arredato da frasi tipo “Politicamente è uno zombi ma la Cricca lo tiene in vita”; “Questa Camerata affonda l’Italia”; “Il governo ha le orge contate” (questa non è male). E, finanche nello spettatore non propriamente berlusconiano, la cosa non suscita l’effetto dello sberleffo o della provocazione che potevano avere – chessò – i titoli eversivi del vecchio Espresso o del vecchio satirico Il Male. Tutt’altro. A dir bene il poster ci evoca una sorta di garrota ideologica; a dir male richiama i manifesti che – a mò di tazebao d’odio – le Brigate Rosse usavano diffondere negli anni 70 per additare gli eventuali bersagli a qualche giustiziere fai-da-te. Lì erano indicati gli indirizzi di casa; qui – vivaddio – dei politici è presente, approssimativamente, solo la loro posizione nell’emiciclo.
Il volantino che accompagna l’iniziativa non è affatto simpatico: «Riteniamo che il fallimento di Silvio, con le sue azioni diurne e notturne sbagliate, debba ricadere tutto su questi parlamentari che riescono a camuffarsi nell’anonimato, alleggerendo così di fatto il loro “stato di Vergogna”. Questa iniziativa della Federazione della Sinistra parte da Reggio ma nelle prossime settimane verrà ripetuta in altri capoluogo di provincia; il Popolo Italiano ha il diritto di guardare in faccia chi gli fa pagare, giorno per giorno, questa crisi. La “magica visione” sarà arricchita anche dalla possibilità che daremo ai cittadini di lasciare un loro pensiero scritto su una lettera lunga un chilometro, che a mo’di rotolo». Il rotolo, nelle intenzioni, dovrebbe in seguito essere inviato al presidente della Repubblica.
Diceva Spinoza: “La Vergogna è Tristezza accompagnata dall’idea d’una nostra azione che immaginiamo biasimata da altri”. Ecco “tristezza”, forse, è l’unica parola giusta.











