Alcool dopo le 2,00. FIPE – Confcommercio Rimini su bocciatura Senato

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  • Il Presidente Provinciale di FIPE – Confcommercio, Gaetano Callà, non usa mezzi termini per definire l’ostruzionismo di Giovanardi al Senato:

     “Il comportamento di Giovanardi è gravissimo ed irresponsabile, perché cavalca strumentalmente l’onda emotiva delle “morti della strada” per sostenere divieti iniqui e dannosi, senza in realtà proporre alcuna misura concretamente efficace, da rinvenirsi invece in adeguate politiche educative e in un significativo sistema di prevenzione e controlli, come avviene nel resto d’Europa che non conosce analoghe limitazioni. La Grecia e la Spagna ci ringrazieranno, turisticamente parlando.”

    Degli orari dell’alcool, Giovanardi ne ha fatto una bandiera, ma si tratta di una bandiera “ammainata” perché la legge che doveva essere approvata dal Senato avrebbe “tagliato fuori” tutti gli “avventurieri” ed “approfittatori” della vendita di alcool, restituendo invece dignità e responsabilità ai “professionisti” della somministrazione, ossia i pubblici esercizi.

    Insomma, il principio insito alla legge “cassata” dal Senato era: “dove c’è somministrazione di bevande alcoliche non c’è improvvisazione, ma soltanto professionalità”, consentendo il consumo di alcolici nei soli locali in possesso di autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande e soggetti al rispetto di rigorosi requisiti stabiliti a livello nazionale e regionale.
    In parole semplici, sarebbe il riconoscimento della serietà e della preparazione dei tantissimi gestori dei pubblici esercizi della nostra Riviera.
    E invece bisogna ripartire nuovamente da zero, con l’amara consapevolezza che se, da un lato, dopo le ore 2 continuerà a vigere il divieto nei locali soggetti alla legge, dall’altro lato sarà possibile continuare indisturbatamente ad approvvigionarsi di tutto l’alcool che si vuole nelle varie bottiglierie, distributori automatici, furgoni abusivi, tanto i controlli sono purtroppo assolutamente insufficienti.
    L’auspicio è che ora alla Camera si ricrei quella convergenza bipartisan che permetta unna volta per tutte di mettere la parola fine a questa annosa vicenda.