Oggi il teatro Mariani di Sant’Agata Feltria ha ospitato un incontro dedicato al futuro dell’Alta Valmarecchia e dei territori montani, con un focus su criticità, potenzialità e prospettive di sviluppo. Il convegno, intitolato Il valore del territorio collinare-montano, è stato promosso dal Rotary Club Novafeltria Alto Montefeltro e ha registrato una partecipazione numerosa e qualificata.
Ad aprire i lavori è stato il presidente del Rotary Club Novafeltria Alto Montefeltro, Gianni Marra, che ha introdotto i relatori dopo i saluti istituzionali del sindaco di Sant’Agata Feltria Goffredo Polidori e dell’assistente del Governatore Rotary per Romagna Sud e Repubblica di San Marino Marino Albani. Al termine della serata, Marra ha consegnato ai partecipanti un gagliardetto del club come segno di riconoscimento.
Il confronto ha visto intervenire Carlo Battistini, presidente della Camera di Commercio della Romagna, Domenico Beneventi, vescovo della Diocesi di San Marino-Montefeltro, il presidente della Provincia di Rimini Jamil Sadegholvaad, il consigliere regionale Nicola Marcello e Patrizia Rinaldis, presidente dei Gal Valmarecchia e Valconca. La moderazione è stata affidata a Riccardo Valentini, affiancato da Raffaella Nanni per l’inquadramento territoriale iniziale.
Al centro del dibattito la necessità di valorizzare l’Alta Valmarecchia dal punto di vista turistico ed economico. È stato ricordato come l’area costiera riminese concentri storicamente la maggior parte degli investimenti e dei flussi, mentre l’entroterra, pur ricco di iniziative di successo come le fiere stagionali di Sant’Agata Feltria, soffra di una promozione frammentata e non coordinata.
Dagli interventi è emersa la convinzione che i singoli Comuni non abbiano forza sufficiente per promuoversi in modo efficace in autonomia. La proposta condivisa è quella di costruire una strategia comune fondata su un brand Valmarecchia capace di rappresentare l’intero territorio, accompagnato da un tavolo di regia stabile sotto coordinamento provinciale.
Il vescovo Domenico Beneventi ha espresso pieno sostegno a entrambe le ipotesi, sottolineando come la cooperazione tra enti sia una condizione necessaria per uno sviluppo reale. Ha inoltre evidenziato il tema della pressione fiscale, ritenendo non sostenibile che le aree montane siano trattate come la costa sul piano tributario e indicando nella defiscalizzazione uno strumento utile al rilancio.
Il presidente della Provincia di Rimini Jamil Sadegholvaad ha condiviso l’idea di una cabina di regia, pur manifestando perplessità sulla creazione di un ulteriore brand territoriale, considerata la complessità già esistente nella promozione della Romagna. Ha rilanciato invece l’ipotesi di un punto informativo dedicato all’Alta Valmarecchia nella città di Rimini e ha ribadito l’importanza di rafforzare il legame tra costa ed entroterra, affinché la Riviera diventi ambasciatrice dei territori interni. Secondo Sadegholvaad, la priorità resta riportare residenti, servizi e lavoro stabile, evitando che chi vive in montagna sia costretto a lunghi spostamenti quotidiani.
Anche il consigliere regionale Nicola Marcello ha indicato l’Alta Valmarecchia come modello per le aree montane della Regione, sostenendo sia la creazione di un brand condiviso sia un tavolo di coordinamento con obiettivi concreti e verificabili nel tempo. La presidente dei Gal Valmarecchia e Valconca Patrizia Rinaldis ha insistito sulla necessità di definire obiettivi specifici per ogni fase di lavoro, evitando tavoli puramente formali. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla difficoltà dei Comuni nell’intercettare bandi e finanziamenti, per carenza di personale specializzato, e sulla possibile utilità di una gestione unitaria della tassa di soggiorno a livello di Unione dei Comuni.
Carlo Battistini ha infine evidenziato le difficoltà infrastrutturali dell’entroterra, portando come esempio positivo la Valle del Savio, favorita da collegamenti più efficienti. Il tema della riqualificazione della strada Marecchiese è stato indicato come centrale per migliorare l’accessibilità e la sicurezza dei collegamenti con la costa.
L’Alta Valmarecchia conta oggi circa 17.900 abitanti distribuiti in otto Comuni su un’area di circa 330 chilometri quadrati, con realtà molto piccole come Casteldelci e Maiolo. Numeri che rendono evidente la necessità di una visione condivisa. Considerando anche la bassa Valmarecchia, il bacino supera i 37.700 residenti, con centri che hanno già intrapreso percorsi di sviluppo autonomi grazie alla maggiore prossimità con Rimini.
La sintesi finale del confronto ha utilizzato una metafora significativa: Rimini è una locomotiva che corre veloce e ha già agganciato i vagoni della bassa Valmarecchia. La sfida ora è riuscire a trainare anche quelli dell’alta valle, trasformando risorse e potenzialità in opportunità concrete di crescita per tutto il territorio.












