Amanda santa subito. Ecco la serie tv che assolve la Knox

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Arriva la fiction sulla vicenda della ragazza accusata (e assolta) dell’omicidio di Meredith

da Los Angeles

Finire in carcere, per omicidio, uscirne dopo anni, scagionata finalmente e decidere di aiutare altri innocenti, costretti a vivere la stessa terribile situazione.

Sono queste le premesse da cui parte Proven Innocent, il nuovo legal drama statunitense che debutta martedì su Fox Crime e che è ispirato alla vicenda, tutta italiana di Amanda Knox. «L’idea è nata dopo aver visto il documentario su Netflix basato sulla drammatica esperienza di Amanda Knox. – afferma Danny Strong, produttore della serie – Ne sono rimasto davvero colpito, gridavo verso lo schermo guardandolo. Su Amanda Knox non sapevo nulla prima, ma la sua vicenda è davvero incredibile. Poi ho raccolto materiale sufficiente per una sceneggiatura e mi sono detto, facciamo che non sia Amanda, ma una versione romanzata di lei». Il Giornale.it

E così, nella versione televisiva, Amanda Knox (che in Italia ha subito ben cinque processi: condannata in primo grado, assolta in appello, processo annullato dalla Cassazione, di nuovo condannata dalla corte d’Appello e infine assolta in via definitiva dalla Corte Suprema di Cassazione) ha il nome di Madeline Scott ed è interpretata da Rachelle Lefevre (Twilight). Una volta fuori dal carcere diventa avvocato e si occupa di chi è accusato o condannato ingiustamente. «Sono episodi romanzati, non è saggistica, sebbene facciano riferimento a fatti realmente accaduti. Purtroppo la cronaca parla sempre più spesso di casi simili a questo, così gli spunti concreti sono stati numerosissimi». La premessa per la serie è interessante: «La polizia non ha più interesse in casi giudiziari per cui qualcuno è stato dichiarato colpevole ed è in carcere. continua Strong – Il caso è chiuso e quindi sono gli avvocati stessi a portare avanti le investigazioni. La nostra serie dunque è a metà fra il legal e il poliziesco/investigativo».

Il caso italiano di Amanda Knox, da noi ancora dibattuto (in molti sono convinti della sua colpevolezza) ma in America visto come un’ingiustizia perpetrata ai danni di una concittadina, ha dato lo spunto, ma non è stato preso in considerazione nella trama della serie. La storia di Madeline è diversa: ha passato dieci anni in prigione insieme al fratello Levi (Riley Smith) e, dopo essere stata scarcerata, ha deciso di aiutare i meno fortunati, diventare avvocato e frequentare quelle stesse aule di giustizia che varca il pubblico ministero (interpretato da Kelsey Grammer) che l’ha fatta condannare e che non crede alla sua innocenza. Gli episodi della serie si alternano dunque fra nuovi casi e flash back che raccontano la storia di Madeline e Levi e di quell’omicidio per i quali hanno ingiustamente scontato una pena e il cui reale esecutore non è stato mai individuato.

«Il sistema di giustizia americano non è meno fallace», dice Kelsey Grammer. «Si tratta di una trama interessante e sempre attuale – spiega la protagonista, Rachelle Lefevre – innocenti che devono essere scarcerati. Accade spesso, anche nella vita reale che, chi rimane vittima del sistema giudiziario e riesce a uscirne poi dedichi la vita a chi è ancora nelle maglie della giustizia, spesso anzi inizia a lavorare nelle organizzazioni che lo hanno aiutato». Così Madeline va a lavorare per lo studio dell’avvocato Easy Boudreau (Russell Hornsby). Insieme cercheranno di venire a capo del caso che ha visto la collega ingiustamente accusata. Non mancano i riferimenti alla situazione politica attuale americana, come il caso di una donna musulmana accusata della morte del figlioletto in un rogo. La donna verrà colpevolizzata a causa del suo credo religioso.

Anche la televisione e il cinema italiani hanno più volte esplorato l’argomento «giustizia ingiusta». Memorabile fu l’interpretazione di Alberto Sordi in Detenuto in attesa di giudizio, del 1971, diretto da Nanny Loy, in cui interpretava il geometra romano Giuseppe Di Noi, stimato professionista da anni trasferito in Svezia che decide di portare in vacanza in Italia la famiglia. Alla frontiera italiana l’uomo viene arrestato senza che gli venga fornita alcuna spiegazione e solo dopo vari giorni scoprirà di essere stato accusato di omicidio di un cittadino tedesco. Verrà scarcerato ma la sua vita sarà distrutta.

Più recente è la miniserie televisiva L’uomo sbagliato, che narra le vicende del sarto Daniele Baroni (Beppe Fiorello), scambiato per un trafficante e per questo costretto a trascorrere molto tempo in carcere. Il Giornale.it

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