Ci eravamo già occupati dei discutibili modi utilizzati da questi “eleganti” personaggi che suonano tutti i citofoni che incontrano e bussano ad ogni porta. Leggiamo insieme l’ultimo racconto che ci arriva dalla nuova zona visitata in questi giorni, Ancona – Brecce Bianche: “Volevo avvisare che oggi circa verso l’una si sono presentati alla porta dei ragazzi in giacca e cravatta con tanto di un tesserino Enel al collo (2, ma poi abbiamo scoperto che in tutto erano 4, 3 maschi e una femmina) dall’accento marche-sud/abruzzo dicendo di essere dell’Enel e che volevano le nostre bollette. ovviamente non le hanno avute ma la cosa è fortemente sospetta. Occhio.” – Come si presentano al citofono? e quali motivazioni?
“Dunque, si sono presentati all’una quindi stavo mangiando e ho risposto abbastanza bruscamente da subito per togliermeli di torno. Il ragazzo si è presentato come dell’Enel (genericamente) e aveva un cartellino di grandi dimensioni con sopra una bella scritta enel appeso al collo. innanzitutto si voleva accertare se i contratti dell’energia in casa mia li firmasi io o i miei (ti occupi tu delle bollette o i tuoi genitori?). Dopodiché al mio rifiuto di dargli una qualsiasi comunicazione mi ha chiaramente detto “dovremmo vedere le bollette, tanto siete di Enel Energia, giusto?”. A quel punto ho ripetuto che non me ne occupavo io e che tanto le bollette mie non le avrebbe viste (ho edulcorato la mia risposta). Così se ne sono andati. Dalla finestra ho visto che erano 4 in tutto 3 ragazzi e una ragazza.”
– Cosa ritieni più ingannevole nel caso a te accaduto o nelle cose che ti hanno detto?
“La cosa sospetta e ingannevole sta nel fatto che se loro sono funzionari del mio gestore non hanno alcun bisogno di richiedermi la bolletta, mentre loro la richiedono, probabilmente per poi utilizzare i dati (codice cliente etc etc) per disdire il contratto e farci passare al gestore per cui lavorano. Chiaramente le mie sono supposizioni visto che non li ho fatti entrare. Rimane cruciale a mio avviso il monito a non mostrare i documenti a nessuno, sia per evitare i raggiri, sia per evitare che chicchessia entri in casa.”
Nei vari racconti pervenuti si parla soprattutto dell’insistenza circa la richiesta di documentazione, di rimborsi a cui si avrebbe diritto e si risponde al citofono, ad esempio, dicendo solo “energia elettrica”, il che, soprattutto ad anziani, potrebbe far pensare a un guasto, un controllo ai contatori, ecc. In un caso, zona Stazione, addirittura raccontarono ai piani superiori che gli altri avevano tutti firmato, per crearsi evidentemente credibilità. Due domande da porci subito, prima di sentire qualche parere legale: ci si può presentare ingannando sul nome dell’azienda o dicendo cose diverse dalla realtà? L’azienda, Enel Energia (che nasce da Enel “tradizionale” ma è un’altra società, per chi non lo sapesse) non si sente danneggiata da questa marea di lamentele, talvolta con tanto di chiamata alle forze dell’ordine? Se sì, come reagisce?
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