Torrette polo delle eccellenze, stabilito un altro record. I chirurghi del centro trapianti e i responsabili della nefrologia dell’azienda ‘Ospedali Riuniti’ di Ancona hanno trapiantato un rene nel corpo di un paziente anconetano di 74 anni. Fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile, i trapiantati non superavano il mezzo secolo di vita, adesso invece è stato battuto il record marchigiano di longevità e di età anagrafica: “Ormai un quarto dei pazienti seguiti dalla nostra unità operativa idonei al trapianto hanno sopra i 60 anni — spiega il professor Giovanni Maria Frascà —, quattro superavano i 70 anni e quello di cui stiamo parlando, 74 anni appunto, è in assoluto il paziente più anziano. Le sembrerà incredibile, dieci giorni dopo essere finito in sala operatoria, operato dall’équipe del professor Marco Vivarelli, il paziente è già stato dimesso, è tornato a casa e sta bene”. Ecco cosa si intende per eccellenza e qualità. Di recente sono state sollevate polemiche sul fatto che alcuni interventi ordinari siano stati trasferiti in altri ospedali del territorio. Coi tempi che corrono è stata una decisione obbligatoria, lasciando al polo di Torrette la possibilitò di aumentare la qualità del servizio e di poter allargare il fronte delle eccellenze. In questo contesto rientra l’intervento effettuato il 21 luglio scorso proprio all’ospedale di Torrette. Si tratta di un cittadino residente ad Ancona che dal 2008 soffriva di nefrite cronica. La diagnosi è stata studiata a lungo, ma il paziente non rispondeva alle cure.
Dall’anno successivo, il 2009, è partito il suo calvario, ossia quello di essere costretto ad una vita da dializzato, nonostante gli elevatissimi standard offerti dall’ospedale regionale in materia di dialisi. Il tempo di attesa per reperire l’organo giusto è stato piuttosto lungo, considerati i parametri vigenti. In effetti fino a pochi anni fa parlare di trapianti di organi in pazienti sopra i 50 anni rappresentava una chimera. Anche nel 2005, quando il centro trapianti delle Marche è stato attivato, con alla guida il professor Andrea Risaliti (ora diventato responsabile del centro di Udine), l’età media dei trapiantati era bassa: “Coi miglioramenti tecnologici — prosegue nella sua analisi il professor Frascà —, con le terapie più recenti e molto efficaci, è stato possibile elevare il periodo vitale in cui applicare un trapianto. Così facendo si può dare la speranza di un ritorno a un vita pressoché normale ad un bacino sempre più ampio di persone. Così è capitato che il 21 luglio quel pensionato sia entrato in sala operatoria e adesso si trovi già a casa, con un rene nuovo e soprattutto senza più la dipendenza che colpisce tutti i dializzati. Un tempo, il paziente trapiantato poteva restare in ospedale per la fase post-operatoria anche un mese. Presto il 74enne potrà tornare al mare”.
Dal Resto del Carlino











