ANIS DUBBIOSA SULLE MISURE ANTICRISI

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  • San Marino Fixing numero in uscita domani – Cassa integrazione per 1767 lavoratori – Ma cosi com’è oggi il sussidio non Convince l’Anis. Il Governo presenta la prima bozza del piano anticrisi

    La crisi avanza ancora, e sul suo cammino lascia una scia di difficoltà, problemi, preoccupazione. Anche a San Marino la curva di crescita dei dati relativi al ricorso alla CIG, la Cassa Integrazione Guadagni, è purtroppo sempre rivolta verso l’alto e non accenna a rallentare. Anzi, non si vede proprio l’apice di questa parabola che sta coinvolgendo sempre più aziende e sempre più lavoratori. La Commissione di Collocamento ha infatti reso noto il dato relativo al mese di marzo 2009: è stata richiesta la cassa integrazione per ben 1.767 dipendenti, ed è aumentato vertiginosamente anche il numero di aziende coinvolte, che sono diventate 119. Si tenga conto che nel mese precedente i lavoratori in CIG erano 1.572 per un totale di 101 aziende mentre a dicembre 2008 si contavano 689 dipendenti in cassa integrazione e 60 aziende interessate.
    Rispetto ad appena 4 mesi fa, dunque, si parla del doppio esatto di imprese e di quasi il triplo di lavoratori in CIG.

    Le misure anticrisi
    del Governo
    Nei giorni scorsi l’esecutivo ha presentato alle associazioni di categoria e ai sindacati una bozza di misure anticrisi. Tutte le parti sociali hanno rimarcato l’urgenza di arrivare ad un piano definitivo e ben coordinato. Per combattere il difficile momento, il Governo intende concedere sussidi alle imprese con un fondo da 4,5 milioni di euro. L’obiettivo è quello di garantire la facilitazione dell’accesso al credito, svolgendo una funzione agevolativa, con contributi in conto interessi al finanziamento delle aziende del territorio come garanzia per la stabilità dei posti di lavoro. Alle imprese si richiede di investire in progetti ben definiti (da indicare) e si pone come ulteriore condizione per utilizzare il sussidio il mantenimento della forza lavoro. Tale sussidio è assicurato su finanziamenti bancari e leasing strumentali, nuovi o già in essere, erogati a favore delle imprese con lo scopo di agevolare l’accesso al credito per la realizzazione di progetti riguardanti prodotti, servizi e processi aziendali.

    Prime impressioni:
    i dubbi dell’ANIS
    L’opinione dell’Associazione Nazionale dell’Industria Sam-marinese, rimarcata più volte negli ultimi tempi, è che la crisi sul territorio nazionale sta diventando sempre più marcata (lo dimostrano i numeri della CIG) e che con le previsioni dei tempi di uscita dal tunnel che si spostano sempre più in là nel tempo, c’è la necessità di interventi estremamente forti, mirati soprattutto a contenere il più possibile i licenziamenti. Nello specifico del fondo di sussidio da 4,5 milioni di euro, la prima impressione è che così posto non sia uno strumento sufficiente per assicurare l’accesso al credito alle imprese. L’idea proposta alla delegazione del-l’esecutivo è piuttosto quella di realizzare una sorta di consorzio di garanzia che possa assicurare una rete di sicurezza alle banche e permettere così l’erogazione dei prestiti alle imprese, per le quali in questa fase è necessaria la liquidità. Ma un altro aspetto che l’ANIS ritiene fondamentale è la realizzazione di strumenti atti a ridurre i costi per le imprese, della Cassa Integrazione: proposte già espresse per riuscire a garantire alle aziende il cosiddetto “ponte” per attraversare la crisi.

    Prime impressioni:
    le richieste della CSU
    La delegazione di CSdL e CDLS ha invece riproposto la necessità di giungere ad un accordo complessivo sull’insieme delle questioni sul tappeto. Nell’accordo, che per l’esecutivo dovrà comprendere sia il rinnovo della parte economica dei contratti di lavoro, che l’insieme delle politiche sociali e delle politiche di sviluppo per rilanciare l’occupazione e l’economia, per il sindacato dovranno essere assunti  impegni operativi da rendere esecutivi al più presto, assieme ad altri impegni progettuali da realizzare attraverso appositi provvedimenti.