Antagonista urinò al banchetto di FdI. Giudice non la condanna per atti osceni

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Il giudice non ha ritenuto che gli atti osceni in luogo pubblico fossero contestabili alla donna di 42 anni. “Apprendiamo che urinare in una via di passaggio in pieno pomeriggio e davanti al McDonald’s non costituisce atto osceno”, lamenta l’assessore De Corato.

Urinò presso il gazebo elettorale di Fratelli d’Italia a Milano come atto dispregiativo, ma per il giudice l’episodio non è passibile di condanna per atti osceni in luogo pubblico.

L’antagonista 42enne compì il gesto in piazza Argentina durante la giornata del 27 gennaio dello scorso anno, provocando la reazione dei militanti di FdI presenti in quel momento nel gazebo. Venne ad originarsi dunque una lite ed una colluttazione a cui partecipò anche un conoscente della donna.

Il Gup del tribunale di Milano Raffaella Mascarino, alla conclusione dei rito abbreviato, ha determinato una condanna a 3 mesi per violenza privata e lesioni, mentre per il gesto di protesta non c’è stata alcuna conseguenza.

Il Pm aveva richiesto una condanna complessiva a 6 mesi, includendo anche il reato di atti osceni in luogo pubblico, ma così non è stato. Protesta l’assessore alla sanità Riccardo De Corato, che quel giorno si trovava proprio al gazebo di piazza Argentina. “Milano è fatta su misura per le violenze dei centri sociali”, lamenta il politico come riportato da “MilanoToday”. “Apprendiamo che urinare in una via di passaggio come corso Buenos Aires, in pieno pomeriggio, davanti a McDonald’s non costituisce atto osceno ma semplicemente un reato contro la pubblica decenza, guarda caso depenalizzato. Con queste sentenze, a Milano, i no global possono dormire sonni tranquilli. Mi sarei invece aspettato un giudizio esemplare volto a difendere chi vuole fare liberamente politica in campagna elettorale”. Il Giornale.it

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