Antonio Cosimo Stano ucciso da babygang, «tutti studenti, figli di gente per bene»

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«Sono tutti ragazzi normalissimi, studenti di liceo nati e cresciuti a Manduria in contesti familiari a modo, figli di commercianti, impiegati pubblici». Lo ha detto all’Adnkronos l’avvocato Lorenzo Bullo che assiste sette (un maggiorenne e sei minorenni) dei quattordici ragazzini indagati per la morte di Antonio Cosimo Stano, il 66enne pensionato bullizzato davanti all’obiettivo degli smartphone, rapinato, picchiato e deceduto dopo 18 giorni di agonia all’ospedale Giannuzzi. «Tutti quelli che si sono avvicinati a questa vicenda, mandando, ricevendo o inoltrando video e messaggi sui due gruppi whatsapp in esame sono coinvolti – spiega l’avvocato -. Per il momento la Procura, che ha secretato gli atti, ha sequestrato tutti i cellulari e non possiamo far nulla. Da parte mia ho nominato il medico legale di parte, il dottor Massimo Brunetti, che dalle 15 sta partecipando all’autopsia sul corpo della vittima (insieme al medico legale Liliana Innamorato, consulente della Procura ndr). Domani sapremo qualcosa di più. Certo, bisognerà valutare la sussistenza del nesso di casualità tra quanto avvenuto e il decesso, a 18 giorni di distanza dal ricovero, valutare le cartelle cliniche dei primi ricoveri, le analisi del sangue. Aspettiamo l’esito delle indagini, ad oggi senza aver avuto accesso ad alcun atto». Leggo.it

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