(Articolo completo) San Marino. Chi si diceva tranquillo ora lo è davvero? L’Europa accende i fari sull’allontanamento del Magistrato Dirigente

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IL CONSIGLIO D’EUROPA ACCENDE I FARI SULL’ALLONTANAMENTO DEL MAGISTRATO DIRIGENTE

Alle forze di opposizione che parlavano di colpo di stato dopo la revoca del mandato a Valeria Pierfelici si diceva che stavano gridando vanamente al lupo.

Ora che al Consigliere Gatti è stata recapitata una nota dal Consiglio d’Europa che gli comunica che la sua segnalazione avrà un seguito, in tanti tremano.

Della revoca al magistrato dirigente del nostro Tribunale Valeria Pierfelici avvenuta lo scorso febbraio si è parlato a lungo. Dura, anzi durissima la reazione delle forze di opposizione che hanno provato in ogni modo a far sì che questa grave decisione non venisse presa perché considerata illegittima e perché non contemplata dal nostro ordinamento giuridico.

Ma c’è stato poco da fare: contavano i numeri e si è deciso di andare avanti cercando di mettere alla berlina coloro che avevano gridato al lupo. Almeno in apparenza chi ha deciso di tirare dritto su una questione così vitale per la democrazia, lo ha fatto dando a bere di non avere alcun dubbio rispetto alla bontà di quella decisione.

Ma evidentemente tutta questa tranquillità non c’è alla luce di quel che è accaduto venerdì’ quando il Consigliere del Pdcs Marco Gatti ha ricevuto una nota dal Consiglio d’Europa recapitata per conoscenza anche alla segreteria istituzionale.

Una nota che tiene dietro alla presentazione da parte del Consigliere Gatti, nell’ambito della sua indipendenza in qualità di rappresentante del Consiglio d’Europa, di tutto il materiale riguardante la revoca del mandato al magistrato dirigente avvenuta a suo avviso in maniera illegittima. La nota pur non entrando nel merito della questione annuncia la presa in carico del materiale e la sua trasmissione al comitato di monitoraggio. “Una volta ricevuta la nota – ha detto Marco Gatti – è stata convocata d’urgenza la commissione delegazione parlamentare al consiglio d’Europa e mi si è chiesto con insistenza il perché non avessi condiviso con gli altri membri la mia decisione di portare questo caso all’attenzione del Consiglio. Io non ho alcun obbligo in questo senso e non cercavo pubblicità per me stesso ma legalità per il mio Paese. Ho risposto che se come hanno sempre detto sono tranquilli, non c’è nulla da temere. Francamente dunque sono rimasto molto stupito che si sia indetto un ufficio di presidenza per discutere della questione interrompendo il Consiglio. Mi chiedo che competenze possa vere l’ufficio di presidenza in questa materia”. La RepubblicaSM

 

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