Quattro passi a San Marino
di Sara Ficocelli
Un paesaggio montano che contrasta con l’area circostante e la domina. Una storia di indipendenza antica bellezze naturali e arte. Un concentrato di attrattive
I luoghi di cui si parla
Nel 2008 il centro storico della Città di San Marino e il monte Titano sono stati inseriti dall’UNESCO tra i patrimoni dell’umanità in quanto “testimonianza della continuità di una repubblica libera fin dal Medioevo”: pochi sanno infatti che l’indipendenza della Serenissima Repubblica ha origini antichissime, tanto da essere ritenuta la più antica del mondo dopo quella romana. La tradizione fa risalire la fondazione al 3 settembre 301 d.C., quando il Santo Marino, un tagliapietre dalmata dell’isola di Arbe fuggito dalle persecuzioni contro i cristiani dell’imperatore romano Diocleziano, stabilì una piccola comunità cristiana sul Monte Titano, il più alto dei sette colli su cui sorge la Repubblica.
La proprietaria della zona, una ricca donna di Rimini, donò il territorio del Monte Titano alla piccola comunità, che lo chiamò a memoria del fondatore “Terra di San Marino”: secondo la leggenda infatti il santo, prima di morire, avrebbe pronunciato ai suoi seguaci la frase: “Relinquo vos liberos ab utroque homine”, ovvero “Vi lascio liberi dall’uno e dall’altro uomo”. Negli atti ufficiali interni, la Repubblica conta gli anni dalla fondazione: l’anno comincia pertanto il 3 settembre e termina il 2 settembre dell’anno successivo. Nei rapporti internazionali San Marino utilizza però la data nel doppio formato, indicando la sigla dFR (dalla fondazione della Repubblica).
Al di là dell’interesse storico, questa enclave di soli 61,5 km² popolati da 31.887 abitanti che parlano il romagnolo è affascinante per tanti motivi, primo fra tutti il fatto di distare appena cinque minuti dall’Adriatico, a metà strada tra Rimini e Riccione. Varcando l’antica “Porta del Loco” della Città di San Marino, è impossibile non essere rapiti dalla suggestione del luogo. Per prima cosa lo sguardo cadde sulla scritta, ancor ben visibile, che diffidava i viaggiatori a introdurre armi in città pena sanzioni severe: il cervello di colpo ripiomba al XIV secolo, quando questo posto di guardia fu costruito, e sembra che da quel 1361, quando i Frati Minori di S. Francesco posero la prima pietra del nuovo convento e l’abitato del Titano rispose restando rinserrato dentro la seconda cinta muraria, siano passati solo una manciata d’anni.

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