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  • ASGG. Associazione Sammarinese di Gerontologia e Geriatria. Invecchiamento: Teorie Biologiche e Psicologiche. Il 31 gennaio I Modulo del Master in Medicina Geriatrica ”Giancarlo Ghironzi”

    L’invecchiamento della popolazione è uno dei fenomeni ad impatto mondiale più significativo del nostro secolo. L’allungamento della spettanza di vita si riscontra non solo in paesi ad alto reddito, principalmente per la diminuzione della mortalità fra i più anziani, ma anche nei paesi a basso medio reddito, principalmente per la riduzione della mortalità neonatale, infantile e delle malattie infettive.

    A questi cambiamenti va aggiunto anche una riduzione della natalità in varie proporzioni fra i paesi del mondo che influenzano la struttura della popolazione (demografia) con implicazioni significative da un punto di vista individuale, collettivo, sanitario, sociale ed economico.

    Il fenomeno dell’invecchiamento è ubiquitario, in quanto il numero delle persone anziane. Sia in proporzione che in assoluto sta aumentando notevolmente in tutto il mondo ed è in atto una vera e propria “Transizione Demografica“ con tutte le problematiche del caso dovuti a scompensi e disequilibri fra le generazioni con i suoi aspetti di: salute, lavoro, sociali ed anche ageismo (discriminazione) ecc….

    La speranza di vita alla nascita (vita media) è aumentata notevolmente soprattutto nei paesi occidentali negli ultimi 50 anni passando a valori superiori di 80 anni per gli uomini e 85 anni per le donne.
    Per spiegare questo fenomeno di invecchiamento e longevità della popolazione, come afferma il Dott. Renzini Carlo Presidente dell’ ASGG, bisogna prendere in considerazioni i vari determinanti ambientali, genetici ed anche una certa misura del caso. Si parla di Teorie Biologiche, che affrontano il processo di invecchiamento con modificazioni anatomiche e fisiologiche che avvengono nell’organismo con il tempo e comprendono fattori genetici, epigenetici ed ambientali con una combinazione dei meccanismi. Esistono anche Teorie Psicologiche che si rivolgono alle modificazioni del comportamento e del pensiero e comprendono aspetti socio-culturali ed economici. La longevità, infatti si basa per 25% su fattori genetici (progerie, telomeri, immunitaria, endocrina) per altri 25% su fattori di condizionamento che si manifestarono nella prima parte della vita (socio-economiche, istruzione, ecc….) Gli altri 50% sulle circostanze della vita in età adulta e vecchiaia (compreso lo stato socio-economico e l’assistenza medica.

    Notevole interesse stanno suscitando le Teorie biologiche dell’invecchiamento, ovvero le caratteristiche genetiche, epigenetiche ed ambientali che incidono positivamente sulla longevità. Ci sono sempre più studi scientifici al riguardo, che le persone che vivono in certe zone del mondo hanno una ampia diversità genetica, epigenetica ed ambientale (Blue Zone) e constituiscono modelli biologici che hanno portato ad identificare alcuni fattori associati alla longevità.

    Infatti nei centenari di queste zone si osserva una certa riduzione della morbilità, ovvero quei fattori di rischio spesso associati all’insorgenza delle patologie croniche (cardiovascolari, metaboliche, neurodegenerative ecc.) che aumentano con l’età e fa sì che i centenari sono ancora in grado di riparare i danni cellulari e rispondere bene ai fattori di stress.

    Nel processo di invecchiamento si presenta una grande variabilità interindividuale, per cui spesso si associa una discrepanza fra età cronologica (anni di vita dalla nascita) ed età biologica (attribuibile ad un individuo in base alle sue condizioni morfologiche, funzionali, qualità dei tessuti e degli apparati) rispetto ai valori standard di riferimento per la sua età cronologica.

    Oggi esistono modelli biologici innovativi di invecchiamento che si chiamano ”Ageotipi” che si associano a determinati apparati (Immunitario, Epatico, Nefrotico e Metabolico) e permettono una migliore individuazione e prevenzione di patologie.
    In base alle Teorie Psicologiche i fattori determinanti della longevità si possono riassumere in tre aspetti:

    1) Stile di vita sano, con corretta alimentazione e quotidiana attività fisica

    2) Riserva Cognitiva valida accompagnata di un ambiente stimolante

    3) Riserva affettiva considerata un fattore protettivo
    Oggi si persegue sempre più un invecchiamento di successo o attivo proprio per limitare gli effetti negativi dell’avanzamento dell’età con le sue problematiche fisiologiche di decadimento, ma anche limitare gli aspetti negativi come la solitudine e l’ageismo.

    Ai giorni nostri conoscere i fenomeni correlati al processo di invecchiamento , le grandi sindromi geriatriche e le metodiche proprie della valutazione multidisciplinare geriatrica è diventato fondamentale per un gran numero di figure professionali sanitarie (Medici di medicina generale, specialisti, infermieri, psicologi , assistenti sociali ecc..) che si confrontano quotidianamente con le persone anziane.

    Proprio nel I Modulo del Master in Medicina Geriatrica ”Giancarlo Ghironzi” che coincide con l’inaugurazione della XIII edizione, prevista il giorno 31 Gennaio presso la sede universitaria in via la Salita alla Rocca 44, verranno affrontate questi argomenti che saranno la guida per la formazione di 12 nuovi candidati provenienti da diverse parti d’Italia e alla presenza come docenti del Prof. Zuliani Giovanni (Direttore del Master), Prof. Cucinotta Domenico, Prof. Gelmini Giovanni, Prof. Fabbo Andrea e Prof. Chattat Rabih.