Israele nella notte è stato al centro di intensi attacchi missilistici da parte dell’Iran, che ha lanciato più di 200 missili verso diverse città, tra cui Gerusalemme e Tel Aviv. Le difese israeliane, incluse quelle del sistema “Iron Dome”, hanno intercettato la maggior parte dei missili, riducendo l’impatto dell’attacco. Nonostante ciò, l’escalation del conflitto ha sollevato gravi preoccupazioni a livello internazionale.
L’Iran ha dichiarato che l’operazione mirava esclusivamente a obiettivi militari e di sicurezza israeliani, giustificando l’azione come una legittima difesa. Il ministro degli Esteri iraniano ha avvertito che, in caso di reazione da parte di Israele, Teheran sarebbe pronta a rispondere con ulteriore forza. Dall’altra parte, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso ritorsioni, sostenendo che l’Iran pagherà per le sue azioni. Anche gli Stati Uniti hanno espresso pieno sostegno a Israele, condannando l’Iran come una forza destabilizzante nella regione.
Nel frattempo, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno intensificato i loro attacchi contro le infrastrutture di Hezbollah in Libano, colpendo obiettivi chiave a Beirut. Questo avviene dopo l’uccisione del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, nei giorni scorsi, provocando un ulteriore inasprimento del conflitto nel Paese. Le operazioni militari hanno causato pesanti perdite tra i militanti di Hezbollah e migliaia di sfollati tra la popolazione civile.
La situazione rimane tesa, con le sirene che continuano a suonare in diverse zone di Israele. Le autorità israeliane e internazionali stanno monitorando da vicino gli sviluppi del conflitto, e si prevede una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per discutere delle conseguenze di questi attacchi.