Ayatollah a San Marino e Privacy “affare di famiglia”: il curioso “fuso orario” di Repubblica Futura… – di Enrico Lazzari

Cari sammarinesi, credevo di averle viste tutte, ma la sessione del Consiglio Grande e Generale di questi giorni mi sembra aver raggiunto vette di surrealismo che nemmeno un film di Salvador Dalí ambientato a Teheran saprebbe eguagliare. Ho letto con un misto di sconcerto e divertimento l’intervento di Enrico Carattoni (RF), che per attaccare la maggioranza sulla Commissione d’Inchiesta del “Piano Parallelo”, ha scomodato nientemeno che l’ormai malandata teocrazia iraniana.

Secondo Carattoni, vivreste tutti, sì all’ombra della Torre Guaita, ma sotto una “Guida Suprema” (identificata nel leader democristiano Giancarlo Venturini) e un “Consiglio dei Pasdaran”. Ora, a mio modesto parere, vedere l’ombra degli Ayatollah tra le contrade del Monte Titano – almeno fino a che non arriveranno davvero i primi profughi palestinesi – è un esercizio di fantasia degno di una menzione speciale al Festival della Fantascienza, che tradisce un livore e un’ansia da prestazione che dovrebbero farvi riflettere. L’obiettivo di Carattoni e dei suoi “sodali” – pardon, compagni di partito – è chiaro: pretendono una Commissione d’inchiesta istantanea, un “tutto e subito” sulla faccenda bulgara, dipinta come il male assoluto. Legittimo, ovvio…

Peccato che questa improvvisa fiammata di sete di verità politica sulle eventuali responsabilità a Palazzo somigli molto a un incendio controllato per coprire le macerie fumanti di casa propria. Mi chiedo, da osservatore esterno: dove nascondono Carattoni e i vertici di Repubblica Futura tutta questa grinta quando si tratta di fare luce sulle responsabilità politiche del “decennio scorso”? Perché non chiedono con la stessa bava alla bocca una Commissione d’Inchiesta sulla scalata ai vertici dello Stato da parte di quel “gruppo criminoso” – così definito nel decreto di rinvio a giudizio per associazione a delinquere – costruito attorno alla governance di Banca CIS che, ai tempi in cui RF dettava legge nel governo AdessoSm, ha banchettato sulle vostre spalle?

È curioso, non trovate? Sbraitano per un “investitore bulgaro” che . a quanto pare – non ha sfilato un solo centesimo dalle casse pubbliche, ma soffrono di un’amnesia selettiva e invalidante sui circa (o almeno) 829 milioni di euro di buco fatto nel decennio scorso e che i sammarinesi dovranno ripagare per i prossimi trent’anni. Pare che per RF la verità sia come uno schiocco di dita: scatta solo quando conviene a loro. Se si parla di oggi, urlano al Pasdaran; se si parla di ieri, quando la “Cricca” dei vari Confuorti e Guidi lottizzava uffici chiave e svuotava i fondi pensione, preferiscono sembrano fingere di dormire beati come un bambino….

A proposito di documenti negati e “verità nascoste”, il teatrino delle chiavette USB messo in scena dal Segretario Canti è la prova provata dell’ipocrisia in corso. Canti – deduco dal dibattito in comma comunicazioni – sarebbe andato in Commissione Giustizia a distribuire file con la “filigrana”, suggerendo in modo neanche troppo velato che la minoranza (RF in testa) quei documenti li avesse già in tasca, magari ottenuti per vie “alternative”. Alla luce di ciò, metaforicamente parlando, vedere l’opposizione offendersi per la “filigrana”, è come vedere un baro che si lamenta perché il mazzo di carte è segnato proprio da lui.

Ma la ciliegina sulla torta della coerenza di Repubblica Futura arriva dal fronte delle nomine. Mentre Carattoni si lancia in esotismi persiani, pare che dietro le quinte il partito stia lavorando per piazzare i propri “non eletti” in delicate poltrone di platino. Mi riferisco alle voci, rilanciate con forza ieri dal direttore Marco Severini, sulla possibile nomina di Andrea Zafferani a Garante per la Privacy.

Ora, parliamoci chiaramente: Zafferani è un ex Segretario di Stato di RF, un politico di lungo corso che i cittadini non hanno rieletto (forse per quella “simpatica” idea di tassare gli immobili?). Come può un uomo con una tessera di partito così pesante in tasca e un passato di governo così recente diventare un “Garante indipendente”? È come chiedere a un ex lupo di garantire l’incolumità delle galline in nome della trasparenza… L’Europa, quella vera a cui dite di voler tendere, esige autorità di controllo impermeabili alla politica. Nominare Zafferani non sarebbe solo un problema di “poltronificio” interno, ma un segnale di lottizzazione selvaggia che a Bruxelles leggerebbero come una barzelletta di pessimo gusto.

Dove sta, in questo caso, la “devozione” di Repubblica Futura alla ragion di Stato? Agli interessi della Repubblica così enfatizzata nella richiesta della Commissione di inchiesta finalizzata a individuare eventuali responsabilità politiche sul “Piano Parallelo”?

In conclusione, cari sammarinesi, il quadro è desolante. Da una parte avete chi evoca i Pasdaran per distogliere lo sguardo dal miliardo “volatilizzato” che vi hanno lasciato in eredità; dall’altra avete chi cerca di trasformare le autorità di garanzia in un ufficio di collocamento per politici rimasti senza poltrona.

A mio parere, la vera “Guida Suprema” biancazzurra, che agita Repubblica Futura, non risiede a Palazzo, ma nel disperato tentativo di nascondere il passato e occupare il futuro. Smettete di guardare verso Sofia o Teheran: i problemi, e chi li ha creati, sono molto più vicini a voi di quanto vogliano farvi credere… E sulle azioni – o non azioni – che hanno compromesso il vostro benessere e quello dei vostri figli, sulla “cecità – se non peggio – che è alla base debito pubblico che oggi vi attanaglia, col caz.. cavolo che si sbraitano per istituire una Commissione di inchiesta parlamentare mirata a individuare le responsabilità politiche del più grande disastro finanziario sammarinese del dopoguerra!

O di chiedersi se sia nell’interesse di San Marino, dello Stato, della comunità nominare il compagno – di partito –, e non un qualunque altro anche all’apparenza “super partes” nel ruolo di garante della Privacy…

“Salaam” .

Enrico Lazzari