Banca Centrale di San Marino, interpellanza Psd

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  • La vicenda dei rapporti fra la Cassa di Risparmio e il Gruppo Delta si è recentemente arricchita di un’informazione apparentemente molto significativa rivelata dal Sole 24 Ore e relativa ai colloqui intervenuti fra il consulente di Delta, Claudio Patalano, alti dirigenti di Banca d’Italia, fra cui Giuseppe Boccuzzi e Carla Matilde Panzeri e Paola Stanzani, vice direttore del Gruppo Delta. Nel corso di queste telefonate si rileva come il 31 gennaio 2009, il Dott. Patalano chiese espressamente a Boccuzzi che gli venissero indicati due nominativi affinché fosse possibile sostituire nei propri ruoli il Dott. Luca Papi, Direttore Generale di Banca Centrale e il Dott. Stefano Caringi, responsabile della vigilanza.
    In particolare nell’articolo del prestigioso quotidiano si scrive: “…lo stesso 6marzo, appena abbassata la cornetta con Panzeri ( alla quale Patalano aveva chiesto di accettare l’incarico che le era stato proposto dal governo di San Marino quale Presidente di Banca Centrale che era stato rifiutato dalla stessa Panzeri), Patalano chiama Paola Stanzani, vicepresidente di Delta, ora agli arresti. Dopo averle riferito la conversazione di pochi minuti prima con Carla Panzeri, il consulente riferisce che una persona gli «ha detto una cosa importante» e cioè che «loro dovevano cambiare tutti e due i rappresentanti della vigilanza». Quel «loro» è probabilmente riferito ad ambienti politici di San Marino, anche se nomi non ne vengono fatti; al che, Stanzani si lascia andare a una battuta: «Ah, devono cambiarli. Ma non hanno detto: perché non piacciono a Fantini?» e ride. Anche la conversazione tra Patalano e Stanzani si conclude con l’auspicio che i funzionari poco controllabili della Banca centrale vengano rimossi. «hanno detto che li devono cambiare tutti e due, sia Papi che Caringi. L’hanno detto a lei, quindi dovrebbe essere vero: insomma, non c’è motivo di non farlo» ripete Patalano”.
    La motivazione per cui i due alti dirigenti di Banca Centrale dovevano, secondo Patalano, essere rimossi stava nella ‘rigidità’ usata nelle ispezioni relative agli investimenti di Cassa di Risparmio. Se quanto sostenuto dal giornalista del Sole 24 Ore fosse vero e a quanto pare è questo anche il pensiero dei magistrati di Forlì, emergerebbe, per lo meno durante il periodo gennaio – marzo 2009, un atteggiamento del governo della Repubblica di San Marino teso ad assecondare la via della sostituzione dei due alti funzionari di Banca Centrale.
    Sulla base di questo ulteriore elemento che potrebbe creare perplessità nell’atteggiamento delle Istituzioni sammarinesi nei confronti della vicenda e al fine di conoscere esattamente il punto di vista del governo sull’intera materia:
    Interpelliamo
    il Segretario di Stato per gli Affari Interni nella sua veste di coordinatore dei lavori del Congresso di Stato e quindi in merito alle discussioni e alle posizioni maturate nel suo seno, affinché vengano chiarite definitivamente le posizioni politiche assunte dal governo rispetto alla vicenda Delta – Cassa di Risparmio:
    – nel periodo dicembre 2008 – gennaio 2009 inerenti in particolare il ventilato acquisto delle quote detenute dalla Sopaf; – nel periodo gennaio – aprile 2009 con riferimento particolare alla relazione fra la vicenda e le decisioni da assumere in merito alle nomine e alle eventuali sostituzioni dei vertici di Banca Centrale e della Vigilanza;
    – nel periodo dal 5 maggio ad oggi con riferimento particolare alle linee di difesa degli interessi della Repubblica e della sua immagine e dignità, nonché per gli aspetti riguardanti la tutela degli investimenti effettuati all’estero da parte di Cassa di Risparmio.
    San Marino, 21 luglio 2009 Giuseppe Maria Morganti
    Mirko Tomassoni