Banca di San Marino, il Tribunale parla di fatti più gravi: il Paese pretende chiarezza e la Commissione d’inchiesta … di Emilio Della Balda

Di fronte ai silenzi ipocriti della politica governativa e al tentativo di ritardare una inchiesta amministrativa urgente del Consiglio che non interferisce minimamente con l’indagine penale, sono costretto a ritornare sullo scandalo della tentata svendita della Banca di San Marino con annesso il solito pastrocchio affaristico, perché c’è di mezzo la Repubblica.

Quando il Tribunale dice che ” l’Autorità Giudiziaria è venuta a conoscenza di ulteriori, ancora più gravi, fatti di rilevanza penale, mi fa sperare nella giustizia.
Quando il Tribunale dice che ” anche con il supporto di vari personaggi politici, associazioni private e uomini d’affari ” è stato fatto un c.d. ” piano parallelo ” che ” ha indotto i Giudici Inquirenti a formulare nuove e più pesanti imputazioni nei confronti di vari soggetti, cittadini sammarinesi e non, sento una grande preoccupazione per la fragilità del Paese.
Quando il Tribunale adotta misure cautelari e reali per concorso nei reati di : a) attentato contro l’integrità e la libertà della Repubblica di San Marino; b) attentato contro la libertà dei poteri pubblici; c) minaccia contro l’autorità, la mia preoccupazione diventa indignazione.
Ho impegnato tutta la mia vita per il benessere, la libertà e la democrazia del nostro Paese e quando personaggi politici, associazioni private e uomini d’affari attentano contro l’integrità e la libertà della Repubblica, mi vengono addirittura nascosti i nomi!!! Si, nascosti, perché il governo non può non saperli di fronte a reati così gravi. Il governo tiene nascosti i nomi e non vuole una commissione d’inchiesta per proteggere i personaggi politici implicati e per tutelare il suo potere che traballa. Non è opaco, è nero.

Emilio Della Balda