Banca di San Marino. Tre pretendenti … di Stefano Elli (Il Solo 24 ore)

La Fondazione Ente Cassa di Faetano che controlla il 90% del capitale della Banca di San Marino supera gli imbarazzi generati dalla vicenda della fallita cessione al gruppo bulgaro Starcom Holding e, dopo avere affidato a Prometeia l’incarico di trovare un partner interessato, è disponibile ad aprire la propria Data room a nuovi potenziali acquirenti. Sarebbero tre i soggetti già inquadrati e di cui a San Marino iniziano a filtrare i primi nomi. Tutti avrebbero presentato offerte non vincolanti e siglato ferrei vincoli di riservatezza. Il primo di cui si parla è un soggetto parabancario italiano: si tratterebbe di Hera partecipazioni One, guidata da Oscar Pittini, società nata a Bergamo (originariamente una società immobiliare, poi convertita alla nouvelle vague dei Non Performing Loans). Il secondo attore sarebbe in realtà una cordata cui parteciperebbero la LifeStar, gruppo quotato alla Borsa di Malta, guidato da Paolo Catalfamo, già Franklin Templeton oltre a un noto gruppo meccanico riminese. LifeStar è un gruppo finanziario assicurativo con attivi per oltre 180 milioni di euro. A Malta il gruppo opera con una rete di 80 agenti in esclusiva, in Italia attraverso 250 broker indipendenti e a San Marino ha di recente stretto un accordo di distribuzione con la locale Cassa di Risparmio (il cui capitale è interamente detenuto dall’Eccellentissima Camera della Repubblica, cioè dallo Stato). Un terzo nome circolava sul Titano nei giorni scorsi: quello della lussemburghese con propaggini a Dubai Riv Capital (l’acronimo sta per Return Investment Value) fondata dall’asset manager Roberto Rivera. L’interessato però, rintracciato a Dubai da Plus24, ha negato di avere mai esaminato il dossier. Il terzo potenziale acquirente sarebbe dunque un’altra entità emiratina che però agirebbe con capitali cinesi. Il tramite si dice sia Federico Cervellini, un sammarinese trapiantato a Dubai con ottime entrate negli emirati locali.

Dunque la Banca di San Marino (una delle quattro banche presenti sul Titano) sta tentando di voltare pagina e di superare le difficoltà legate al tiro alla fune (tutt’altro che concluso) tra Banca Centrale di San Marino, magistratura locale e Governo da una parte e i bulgari dall’altra. I primi di fatto hanno “bloccato” la vendita della Bsm alla Starcom Holding dell’imprenditore bulgaro Christov Hassen. Le ultime notizie sul fronte civilistico parlano dell’annuncio (dato da Starcom Holding mercoledì scorso) dell’apertura di una procedura arbitrale presso l’International Centre for Settlement of Investment Disputes (ICSID) a Washington da parte del conglomerato bulgaro nei confronti della Repubblica di San Marino e della sua Banca Centrale.

In dettaglio i Bulgari chiedono un arbitrato internazionale sul caso ed eventualmente un risarcimento da 150 milioni. Sul fronte penale poi la situazione è intricatissima. La magistratura sammarinese nei mesi scorsi aveva avviato l’indagine battezzata “piano parallelo” che aveva portato all’arresto di Andrea Del Vecchio, ex componente del Cda dell’Ente e sostenitore della vendita ai bulgari, e della moglie Marina Manduchi, per corruzione privata e riciclaggio. I due avrebbero percepito un bonifico da mezzo milione di euro intercettato dalla locale vigilanza bancaria. Gli arresti sono stati revocati dal giudice delle appellazioni David Brunelli. Nell’ordinanza il giudice ha escluso la gravità indiziaria, presupposto necessario per l’applicazione della misura cautelare. Nella stessa ordinanza è stato anche annullato l’ordine di arresto emesso nei confronti del magnate bulgaro Assen Christov. Ma tra le 3.000 pagine di carte dell’inchiesta recentemente desecretate emerge un contesto di complessa decrittazione che vede agire (a sostegno della parte bulgara) molti attori (alcuni dei quali indagati) che sembrerebbero muoversi imbastendo strategie su più livelli anche con il coinvolgimento di uomini legati a organismi che apparentemente nulla avrebbero a che fare con la piccola banca di San Marino: come il Comitato Atlantico italiano, un centro di ricerca formazione e informazione su temi di sicurezza ed economia internazionale con particolare riferimento al ruolo dell’Italia nella Nato.