Baruffa tra il Prof.Cecchetti e l’ex deputato Pier Marino Mularoni (DDC)

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Riportiamo di seguito un estratto degli articoli apparsi su l’informazione tra il Prof.Marino Cecchetti e l’ex deputato Pier Marino Mularoni:

(Sammarinesi derubati per la BdT)

Il governo straordinario (alle Finanze Pier Marino Mularoni) e i governi post giugno 2006 (alle Finanze Stefano Macina) hanno fregato a tutti i sammarinesi 500euro a testa (neonati compresi) per la Banca del Titano. E senza che lo Stato entrasse dentro la proprietà, come invece aveva chiesto Sinistra Unita. Addirittura Stati Uniti e Gran Bretagna non esitano a subordinare gli interventi finanziari in aiuto alle banche, a certe condizioni estese alla proprietà delle stesse!

Detti governi della Repubblica di San Marino, invece, hanno erogato soldi a fondo perduto. E non per proteggere i clienti, in attesa di rivalersi sui responsabili. Ma a favore dei responsabili: autentici masnadieri della finanza, autori di un ammanco di tre-quattro volte il capitale sociale. A quei masnadieri sono stati assicurati ‘anonimato’ e immunità giudiziaria con tanto di atto notarile.

Oggi si legge su IlSole24Ore, a proposito degli interventi nel settore bancario concordati ieri a Parigi da quattro governi europei: “In caso di sostegno pubblico a una banca, ogni Stato membro del G-4 farà in modo che i dirigenti siano puniti e i contribuenti protetti”. Paragone amaro se si pensa a quel salvacondotto rilasciato ai responsabili della BdT.

E c’è di più. In Italia, ad esempio, c’è un fondo di garanzia per i clienti delle banche che copre ciascuno fino a 103milaeuro. A San Marino Mularoni e Macina l’hanno promesso e ripromesso quel fondo. Anche  in Consiglio. Fondo mai realizzato, nonostante insistenti pubbliche richieste anche dei sindacati. Se l’avessero fatto, non avrebbero pagato i cittadini per BdT

NON SI E’ FATTA ASPETTARE LA RISPOSTA DI PIER MARINO MULARONI..Vicenda BDT chiusa in maniera positiva”)

I continui interventi di Marino Cecchetti sulle pagine dell’ ”Informazione” sul tema Banca del Titano meritano alcune doverose precisazioni da parte di chi ha ricoperto l’incarico istituzionale di Segretario di Stato per le Finanze e Bilancio nel 2006 anno in cui la vicenda Banca del Titano iniziò.
Ciò che è accaduto fra il 2006 e il 2007 ripete specularmente quanto accade in tutti i paesi normali in caso di operatori finanziari al centro di crisi.
La conclusione nel novembre 2007 della procedura di amministrazione straordinaria della Banca del Titano S.p.A. con l’Assemblea dei Soci che perfezionò tutti gli atti relativi all’integrale ripianamento del disavanzo patrimoniale, alla ricostituzione del capitale sociale e alla nomina dei nuovi organi sociali, ha dimostrato l’efficacia dell’intervento congiunto dello Stato e di Banca Centrale. E’ stato detto più volte, anche da autorevoli esperti, che gli intermediari bancari per la particolare tipologia di attività svolta non possono essere trattati come un normale operatore economico; questa situazione è ancora più delicata se si tratta di un microstato in cui operano un numero limitato di banche.
Il 2008 sarà probabilmente ricordato come “annus horribilis” della finanza sammarinese e dispiace vedere che un evento con un epilogo positivo per l’intermediario sia strumentalizzato per una demagogia spicciola.
Marino Cecchetti omette di dire che nessuno ha prelevato o addirittura “fregato” denaro dalle tasche dei cittadini che fra l’altro hanno una delle pressioni fiscali più basse del continente europeo. Vorrei a tale proposito ricordare che nè il sottoscritto nè il Segretario di Stato per le Finanze Stefano Macina hanno istituito tasse di scopo per il salvataggio Banca del Titano.
Una domanda invece è lecita, quanto sarebbe costato in termini economici, d’ immagine più danni diretti ed indiretti, il default di Banca del Titano ? Chi avrebbe ripagato investitori, clienti, lo Stato, il sistema bancario nel suo complesso per i danni materiali e di immagine provocati ? Cosa c’è di diverso fra la crisi di Banca del Titano e la crisi delle finanziarie americane ed europee agli onori della cronoca in questi giorni ?
E’ pericoloso politicizzare una vicenda che di politico ha ben poco ma che ha rilevato la necessità di aumentare la vigilanza prudenziale sugli intermediari e contestualmente ha per la prima volta mostrato come una piazza finanziaria abbia inseti in se anche rischi legati agli operatori sui quali, accertando le responsabilità, lo Stato non può esimersi dall’intervenire.
I governi dal 2006 ad oggi non hanno dato salvacondotti ad alcun dirigente della Banca del Titano ma hanno agito, ritengo con coraggio e senso di responsabilità, per chiudere positivamente una vicenda molto delicata per il sistema finanziario sammarinese.
Ci sono, e la crisi finanziaria internazionale lo sta dimostrando, delle interconessioni fra tutti gli intermediari di un sistema e ritengo sia stato doveroso l’intervento del governo supportato da Banca Centrale, che Marino Cecchetti omette di dire ha iniziato ad operare con il suo statuto odierno ed accresciuti poteri in ambito di vigilanza, proprio durante il periodo nel quale ho avuto la responsabilità istituzionale della Segreteria di Stato per le Finanze.
Se non ritenessi importante un sistema di vigilanza moderno non mi sarei impegnato dal 2002 al 2006 affinché Banca Centrale acquisisse autonomia operativa e gestionale nel settore della vigilanza bancaria. Marino Cecchetti omette di dire che fino al 2002 il sistema finanziario era retto da una struttura di vigilanza poco consona ad un sistema moderno ed evoluto e con poche garanzie per i risparmiatori (mancanza di regolamenti sulla base di elevati standard europei). E’ evidente che ci sono ancora passi da compiere come l’istituzione di un fondo di garanzia interbancario ma sono certo che nella prossima legislatura anche questo vuoto sarà presto colmato con buona pace di Marino Cecchetti che spero, in ragione del ruolo che ricopre nel sistema bancario sammarinese, possa affrontare con maggiore equilibrio argomenti che coinvolgono tutti gli intermediari sammarinesi.
San Marino, li 5 ottobre 2008
Pier Marino Mularoni

E LA REPLICA DEL PROF.MARINO CECCHETTI…BdT, con i 500 euro presi ad ogni cittadino lo Stato avrebbe potuto costruire ben quattro scuole di Falciano)

In merito alla questione Banca del Titano ho ricevuto una risposta dal Segretario Mularoni in stile funzionario bancario -romano?- con tanto di avvertimento finale stile sammarinese. Avvertimenti cui ormai ho fatto il callo. Ne ho ricevuti per trattare di immobiliari (60 rilasciate in una sola seduta di congresso del governo straordinario) o di antenne nel settore delle telecomunicazioni (regolato con modalità a mezzo fra la feudalizzazione medioevale e il liberismo ottocentesco) o di giochi d’azzardo (macchinette Keno, considerate come cartelle della tombola).

Singolare la teoria – ovviamente non è stato detto tutto allo scrivente – secondo cui prelevare fondi dall’erario pubblico non è come prelevare soldi dalle tasche dei cittadini. Con i 500euro presi ai cittadini lo Stato ‘pagadebit’ avrebbe potuto costruire ben quattro scuole di Falciano. E in questo paese, non solo mancano scuole, ma esistono edifici scolastici non messi benissimo addirittura sotto l’aspetto della sicurezza.

Quanto ai controlli sul sistema bancario e finanziario effettivamente non so se quanto avvenuto in BdT sarebbe potuto accadere anche con Loperfido e Tremonti, quando erano questi a svolgere a San Marino tale funzione.

Infine un’osservazione su una circostanza di cui forse lo scrivente non è stato informato. Mentre anche negli Stati Uniti e in Inghilterra quando lo Stato interviene a salvare una banca, mette pure mano sulla proprietà, a San Marino i soldi – forse fino a 20milioni di euro- sono stati dati a fondo perduto. Non solo. Nell’operazione sono rimasti celati i nomi dei soci BdT sia vecchi che nuovi. Così che potrebbero essere gli stessi. Cioè qualcuno potrebbe averci guadagnato due volte: creando l’ammanco e facendo ricoprire lo stesso ammanco dallo Stato. Di certo meraviglia quanto si legge nell’atto di passaggio della proprietà: “Con la sottoscrizione dell’Atto di Cessione, SMI e AMPHORA si obbligano – quali nuovi azionisti di BDP- a non fare deliberare alla assemblea dei soci della BDT ogni e qualsiasi azione, tra le quali quella di responsabilità, nei confronti degli organi sociali di BDT che si sono succeduti precedentemente alla istituzione dell’amministrazione straordinaria di BDT medesima”. Insomma immunità giudiziaria. Insomma tutto il contrario di quanto sta avvenendo negli Stati Uniti ed in Europa e in ogni parte del mondo. Altrove si proteggono i clienti delle banche. Qui, a San Marino, si proteggono i masnadieri o furfanti delle finanze, fino a non rivelarne nemmeno i nomi, fino a beneficiarli con soldi presi dalle tasche dei comuni cittadini, senza alcun impegno di restituzione.”

Sembra che questa telenovela non finisca mai….e a rimetterci sono sempre i sammarinesi.

 

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