Basta con gli orgogliosi di Pirro

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  • Riceviamo e pubblichiamo:

    ”Pensare fino a 10 prima di parlare (o scrivere) non si usa più? Bisognerebbe tenerlo sempre a mente, come il rimedio della nonna per ogni malanno di stagione (e visto quella che sta’ arrivando è meglio rispolverare tutti i vecchi scaffali, bauli e scatoloni che contengono qualche bel vecchio e sempre attuale consiglio degli avi).

     

    Ora va di moda l’orgoglio, che però a me sa un po’ di rivendicazione “di Pirro”.

    Ora va di moda prendersela con gli altri, ci si richiama alla sammarinesità e si urla “basta con gli italiani nei posti di potere”.

     

    Ma qua si ha memoria corta, veramente corta. È la sammarinesità, quella autentica e genuina di una volta, che con lungimiranza aveva stabilito che in certi posti, a San Marino, ci dovevano essere gli italiani o comunque non di certo i sammarinesi.

    E quei posti erano per legge il Tribunale, la Gendarmeria e la Sanità (quando il medico era anche chirurgo).

     

    Ora solo al vertice della Gendarmeria rimane per prassi un italiano, perché negli altri settori si è aperto anche ai sammarinesi.

     

    A parte il fatto che il problema non è se “italiani” o “sammarinesi”, la ragione di tali scelte era la pura e semplice “condizionabilità”.

     

    L’errore quindi non è la nazionalità, ma quanto sia condizionabile uno dalle autorità. Perché non c’è nazionalità al mondo che garantisca l’incondizionabilità dell’individuo (il caso dell’ex colonnello docet).

     

    Vogliamo fare qualcosa di veramente utile al paese? Allora smettiamo di fare della battaglia per la nazionalità una bandiera che ci renderà solo più xenofobi di quanto non lo siamo già ora e ancor più isolati e miopi.

     

    Facciamo invece leggi che garantiscano l’indipendenza e l’autonomia di certi ruoli, nonché le relative responsabilità per chi li ricopre e non agisce secondo le regole.

     

    Un primo passo potrebbe essere stabilire che a capo del Tribunale, come a capo della Gendarmeria, come alla direzione generale di Banca Centrale o dell’Aif, della Camera di Commercio, o del Clo, o il Rettore dell’Università, chi viene nominato possa ricoprire quell’incarico per un tot numero di anni (5,7 o 9? Basta stabilirlo) e poi basta. Trascorsi i quali, quindi, non potrà mai più ricoprire quell’incarico. Così non sarà compiacente col politico di turno solo per farsi riconfermare.

    E si creino poi delle vere leggi sull’incompatibilità, così magari, un parente diretto di chi ha ruoli in un potere dello Stato (che ne so, penso a caso, magari un Consigliere?…) non abbia moglie, marito, figli o nipoti, che ricoprono l’incarico di giudici, siano membri del CdA di Banca Centrale o possano presiedere la Fondazione.

     

    Vorrei tanto chiedere agli “orgogliosi” che vogliono a tutti i costi i sammarinesi al posto degli italiani (a cominciare dalle fabbriche però!): Siete davvero così tanto bramosi che a fare queste nuove nomine sia un governo che sta spostando da una segreteria all’altra il fratello di un segretario di Stato cercando un posto per lui da quasi due anni?

     

    Ma apriamoci veramente al mondo e facciamo concorsi veri (non come l’ultimo in tribunale per la scelta dei nuovi giudici che ha solo compromesso nuovamente la nostra immagine con almeno tre magistrati italiani), tipo bando europeo, per mettere il candidato più qualificato possibile nei posti più importanti. Se poi a vincere sarà un sammarinese, tanto meglio, avremo dimostrato che ci sono anche quelli in gamba che per emergere non han bisogno di fuggire all’estero, come l’attuale capo del Cern, Maiani.

     

    Liberos – Un orgoglioso dalla memoria stodica