“Basta con i divieti”. I 5S contro l’editto di Grillo

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  • “Basta con i divieti di partecipare alle trasmissioni televisive”. I parlamentari del Movimento 5 Stelle sono in rivolta, non sopportano più l’editto anti tv del garante Beppe Grillo, soprattutto dopo le vicende giudiziarie del figlio Ciro. Dal mese di marzo, gli esponenti dei 5 Stelle non possono rilasciare interviste, né essere ospitati in televisione per discutere di questioni interne al partito. Un’unica eccezione è prevista per i ministri. Una disposizione che non va più giù ai pentastellati, nell’occhio del ciclone per una serie di eventi concatenati. L’incoronazione come leader dell’ex premier Giuseppe Conte, i problemi con l’associazione Rousseau e con Davide Casaleggio, oltre al clima poco sereno nell’alleanza di governo, hanno spinto Grillo, un po’ di tempo fa, a mettere il bavaglio ai suoi rappresentanti istituzionali. Nessuna dichiarazione non concordata.

    Eppure sono passate settimane da quando è arrivato Conte e i parlamentari credevano in un cambio di rotta. Loro costretti al silenzio, mentre le questioni politiche diventano sempre più spinose. La confusione regna sovrana e il diktat diventa difficile da sopportare. Anche i tradizionali mezzi di informazione del Movimento 5 Stelle sembrano essere allo sbaraglio. Come riporta il quotidiano la Repubblica, il Blog delle Stelle, che fungeva da portavoce dell’attività politica dei pentastellati è stato fagocitato dall’associazione Rousseau. Ora il sito viene utilizzato per promuovere un nuovo progetto civico, in concorrenza con lo stesso partito.

    Prima una mail per chiedere conto degli arretrati, poi il distacco del blog dal Movimento. Così da togliere anche la voce ufficiale ai grillini. In poche ore Davide Casaleggio, attraverso l’associazione Rousseau, ha alzato il livello di scontro con i suoi ex sodali. Il clima è ormai quello della resa dei conti. “Adesso è davvero impensabile qualsiasi forma di consensualità nel divorzio, è una guerra”, ammette sconsolato un parlamentare dei 5 Stelle. Lo scontro si traduce in una difficoltà ulteriore per Giuseppe Conte e per la ripartenza attesa dai parlamentari. Una speranza tuttora frustrata. Esiste ancora la pagina social su Facebook, ma è troppo poco per un’organizzazione politica che tiene le redini del governo. La ribellione vivace dei parlamentari dei 5 Stelle è la conferma di un malcontento arrivato all’apice.


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