Bellaria Igea Marina si prepara a celebrare la sua Santa Patrona con un programma che unisce fede, festa e un profondo recupero delle radici locali. In un comunicato diffuso dall’amministrazione comunale, vengono svelati i dettagli della tradizionale kermesse di Sant’Apollonia, in calendario dal 7 al 9 febbraio. Un’edizione dal sapore particolare, poiché cade nel 70esimo anno dalla nascita del Comune, e che per questo sarà impreziosita da iniziative dedicate all’eccellenza del “saper fare” romagnolo.
Il cuore pulsante della manifestazione sarà l'”Apollonia Lab”, allestito in piazza Matteotti. Si tratta di un laboratorio a cielo aperto che domenica 8 e lunedì 9 febbraio, dalle 10.00 alle 12.00, trasformerà il centro cittadino in un luogo di incontro e riscoperta. Qui, i visitatori potranno ammirare gesti antichi e manualità artigiana, in un percorso che valorizza la storia del territorio. Lo spazio sarà però polifunzionale: non solo memoria, ma anche intrattenimento contemporaneo con le serate “Santa Apollonia Vibes” (aperitivo con dj set sabato prossimo dalle 17.00) e la “Space Dance Night” prevista per domenica pomeriggio.
Il programma dedicato agli antichi mestieri entrerà nel vivo la mattina di domenica 8 febbraio. Tra i protagonisti ci saranno le stampe romagnole di Giuliano Casadei, che mostrerà al pubblico l’arte della stampa a mano su tela con stampi in legno e colori naturali. Spazio poi alla tradizione marinara con i pescatori locali, impegnati a intrecciare le nasse e a condividere racconti di vita vissuta in mare. A completare il quadro, l’arte dell’intreccio dei cesti con Marino Bacchini e una finestra sull’artigianato internazionale con Giulia Boninsegni, che darà dimostrazione del kintsugi, l’antica tecnica giapponese di riparare la ceramica con l’oro, esaltando le fratture anziché nasconderle.
Le celebrazioni culmineranno lunedì 9 febbraio, giorno di Sant’Apollonia. L’Apollonia Lab riaprirà i battenti in mattinata accogliendo nuovamente Giuliano Casadei e i pescatori bellariesi, pronti a offrire ai presenti una nuova immersione in quelle storie che, come sottolinea la nota, “profumano di sale e tradizione”.












