Bell’intervista di Stefano Macina (PSD) a Dire: Antiriciclaggio, pronti altri 4 decreti.

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  • Nessuna tolleranza verso i reati finanziari, maggior attenzione ai cittadini di fronte all’allarme recessione e, soprattutto, più sobrietà da parte degli avversari della politica, alla vigilia del voto. Sono i tre passi necessari per fare scudo al sistema bancario e finanziario sammarinese. A dirlo è il segretario di Stato per le Finanze e il Bilancio del Titano, Stefano Macina, alle prese con tre “crisi” che, in contemporanea, minacciano il “Sistema Paese”: i giorni neri dei mercati internazionali, le minacce giudiziarie delle procure italiane (da ultimo, l’inchiesta Camaleonte) e, infine, la non meno pericolosa crisi politica interna che “ha rallentato l’attuazione delle leggi più recenti, come quella sull’antiriciclaggio, o l’operatività degli organismi di controllo”. E intanto, sulla legge antiriciclaggio, annuncia che mercoledì 29 ottobre, alla riunione del Congresso di Stato, presenterà quattro decreti attuativi.

    Il sistema bancario sammarinese, dopo l’Inchiesta Re Nero, è tornato nei giorni scorsi sulla ribalta giudiziaria, e quindi mediatica, per l’operazione delle DdA di Milano che coinvolgerebbe una finanziaria rea di riciclaggio di proventi da traffico di droga. Le barriere del Titano contro i reati finanziari sono davvero sufficienti?

    San Marino ha posto il massimo impegno nel contrasto al riciclaggio di denaro sporco così come al finanziamento del terrorismo internazionale e alla possibile infiltrazione della malavita organizzata, verso cui non c’è e ci sarà alcuna tolleranza. Il nostro Paese oggi ha tutte le carte in regola per contrastare questi reati e può contare su maggiori risorse rispetto al passato, grazie anche alle normative adottate nell’ultimo anno. La legge per la riorganizzazione dei servizi di vigilanza sulle attività economiche e quella in materia di antiriciclaggio e contrasto del finanziamento del terrorismo hanno, per esempio, istituito organismi di controllo specifici e innalzato il livello di guardia nel Paese. Come in altre situazioni che hanno avuto l’adeguata riservatezza, anche nel caso della ‘cosiddetta’ inchiesta Camaleonte, San Marino non è rimasto con le mani in mano: i nostri organismi preposti si erano già attivati da tempo. La collaborazione con la Direzione distrettuale Antimafia da parte dell’Interpol sammarinese è stata avviata fin dal dicembre scorso, e ad oggi sono in corso le necessarie verifiche da parte della Banca Centrale di San Marino e degli organismi di controllo sulle società.

    Malgrado le nuove leggi, però, San Marino resta fuori dalla White List europea dei Paesi virtuosi in materia di riciclaggio…

    La barriera e il contrasto ai reati finanziari è una questione costantemente all’ordine del giorno di tutti i governi e autorità monetarie internazionali e nessuno può parlare di strumenti e azioni sufficienti, vista anche la veloce evoluzione delle problematiche. Con la recente normativa in materia di antiriciclaggio, il Paese ha recepito le raccomandazioni del Gafi, Gruppo di azione finanziaria, e del Moneyval, Comitato del Consiglio d’Europa contro il riciclaggio, armonizzando la sua legislazione agli standard europei e internazionali. La sua entrata in vigore è molto recente, risale al 23 settembre scorso, e nella riunione di Governo del 29 ottobre proporrò l’emissione di quattro decreti attuativi. Riteniamo, inoltre, di esserci mossi con coerenza in direzione dell’obiettivo di dotare il sistema bancario e finanziario di maggiori e autonome capacità di autogoverno e di sviluppo del monitoraggio e la vigilanza di Banca Centrale.
    Resta un nostro obiettivo entrare nella white list europea dei Paesi virtuosi in materia di antiriciclaggio e ciò sarà possibile una volta ottenuta una valutazione positiva dal Moneyval, attesa per dicembre. Intanto, le nuove regole antiriciclaggio hanno ottenuto la promozione delle principali testate economiche italiane e molto positivo è stato anche il giudizio del professor Emanuele Fisicaro, noto docente di diritto internazionale e membro della Commissione ministeriale per la redazione del Testo Unico antiriciclaggio.

    Dallo scorso giugno, con l’apertura della crisi politica, il governo di San Marino è in regime di ordinaria amministrazione. Le elezioni sono fissate per il 9 novembre e fino ad allora il Paese resta senza il principale organo decisionale. Quali i riflessi dei ritardi della politica sullo stato di salute del sistema bancario sammarinese?

    Lo stato di ordinaria amministrazione sicuramente ha rallentato l’attuazione delle leggi più recenti, come quella sull’antiriciclaggio, o l’operatività degli organismi di controllo. Come, di certo, ha complicato i negoziati bilaterali in corso con l’Italia per l’Accordo di cooperazione economica. Si tratta di un accordo importante anche per far sì che i soggetti economici e finanziari sammarinesi possano operare in piena serenità con le controparti italiane e in modo da poter semplificare il più possibile l’attività degli operatori bancari e finanziari. Questo non significa che i rapporti si siano fermati. Infatti a fine mese è in agenda l’incontro della Commissione Mista italo-sammarinese per esaminare importanti aspetti di materia valutaria e doganale.
    Un altro ritardo dovuto anche alla crisi di governo provocata dai nostri ex alleati, e a cui il nuovo governo dovrà porre immediato rimedio, è la nomina del presidente della Banca Centrale: la Segreteria di Stato Finanze e Bilancio ha proposto una rosa di qualificate candidature, al Comitato per il Credito e il Risparmio che, tuttavia, non ha assunto alcuna decisione per la sopraggiunta crisi ma, anche se la sua assenza non ha creato problemi di operatività e controllo, la scelta di una persona autorevole avrebbe dato e darà sicuramente un innesto di fiducia a tutto il sistema.

    E invece, quali sono i riflessi del clima elettorale sul sistema?

    In questo caso, vorrei limitarmi a invitare i colleghi della politica di ogni appartenenza, ma anche la stampa sammarinese, a una maggiore cautela e sobrietà nella campagna elettorale in corso. In una situazione complicata anche dalle preoccupazioni per la crisi finanziaria internazionale, serve la buona volontà di tutti per abbandonare tentazioni allarmistiche e interessi di parte, in favore di un interesse comune. Mi spiace, ad esempio, quando leggo editoriali che arrivano a lamentare l’assenza delle istituzioni di fronte a un ipotetico assalto della Sacra Corona Unita.
    Lo Stato, gli organismi di vigilanza, le forze dell’ordine, non sono mai assenti: la guardia è sempre alta contro qualunque forma di criminalità. Certe preoccupazioni sono legittime, ma vanno condivise e risolte, non alimentate. Voglio riaffermare che il bene e l’immagine della Repubblica di San Marino devono essere il costante punto di riferimento di tutti i veri sammarinesi.

    A proposito di crisi internazionale, quali le conseguenze a San Marino e in che modo la state affrontando?

    C’è un’attenzione e un monitoraggio continuo da parte nostra e di Banca Centrale. Ad oggi non intravediamo ricadute particolari e immediate sul sistema, anche se, come altrove, si è registrata una certa stasi dell’operatività bancaria e interbancaria. Ma, diversamente che altrove, a San Marino i rischi sono minori, grazie all’elevata patrimonializzazione e liquidità. Le nostre banche, infatti, hanno capitali propri e patrimoni solidi. Inoltre, la maggior parte delle operazioni avvengono con istituti italiani, verso cui non abbiamo elementi per dire che ci siano forti preoccupazioni. Ma in caso di necessità, le istituzioni e Banca Centrale saranno determinati a mettere in atto ogni provvedimento ritenuto indispensabile per la tutela del sistema e del risparmiatore.
    Al momento, i rischi principali riguardano il calo dei consumi e il settore commerciale che comunque stiamo già sostenendo da tempo con diverse iniziative. L’ultima ha portato ad un’ulteriore riduzione di alcuni prezzi del paniere di beni, alimentari e non, già oggetto di intervento nel luglio scorso per rafforzare i buoni risultati rilevati in favore dei consumatori sammarinesi e degli operatori economici. La seconda è la San Marino Card, una carta di fidelizzazione al consumo in San Marino, che partirà a novembre, e anche in questo caso porterà benefici agli operatori e ai consumatori.

    fonte: dire