Belluzzi: ”Prima di questo Governo, con l’Italia rapporti normali”

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INTERVENTO DEL CONSIGLIERE BELLUZZI IRO

Alcuni sono i punti che vorrei sottoporre all’attenzione dei consiglieri presenti nell’aula.La sessione consiliare che inizia questa mattina, mette a confronto la politica e i gruppi consiliari in un momento di estrema difficoltà per tutto il sistema sammarinese.

Sono passati oramai lunghi mesi dal momento in cui il governo espressione del patto per san marino si è insediato, e avrebbe dovuto iniziare a governare nel rispetto del programma di governo, che in funzione delle nuova legge elettorale assume, un valore molto più importante rispetto al passato, anche tenendo conto del fatto che il corpo elettorale sceglie ora i propri rappresentanti valutando proprio quel programma presentato e non altri.

Il primo punto presente nel programma di governo era la normalizzazione dei rapporti con l’Italia, e l’atto che avrebbe dovuto segnare l’attuazione di tale punto programmatico logicamente era rappresentato dalla firma degli accordi e dalla loro entrata in vigore.

Ebbene oggi è il 23 giugno 2010,e non solo non si è realizzato nulla di tutto ciò ma siamo praticamente a sette giorni dall’entrata in vigore del decreto incentivi emanato dal governo italiano, che ha lasciato la delega per stilare una black list di paesi; se gli operatori italiani volessero avere rapporti con gli operatori residenti nei paesi presenti nella suddetta lista, saranno costretti ad ottemperare a tutta una serie di formalità, talmente gravose da rendere di certo meno interessanti i rapporti commerciali con questi ultimi operatori economici.

Purtroppo la repubblica di san marino ad oggi sembra essere presente nella black list stilata dal ministro Tremonti, e le conseguenze di tale presenza sono oramai note a tutta la cittadinanza.

Sarebbe troppo semplice oggi, accanirsi contro le tante inefficienze che hanno segnato il fallimento nel raggiungimento di tale punto programmatico, o rimarcare per l’ennesima volto quanto fosse per utilizzare un eufemismo, poco produttiva la strategia o meglio il percorso che l’esecutivo ed il segretario competente avevano messo in campo per raggiungere l’obbiettivo della firma degli accordi con l’Italia.

Stando come oggi stanno le cose, con la black se non addirittura la super black list che incombe sulla repubblica di san marino, mi viene da dire che probabilmente i rapporti con la vicina Italia prima dell’avvento di tale governo erano francamente più normali.

Si era arrivati  alla fine dell’estate del 2008 con il vecchio governo alla condivisione fra le amministrazioni italiane e quelle sammarinesi di un accordo tecnico che sarebbe poi stato sottoscritto di li a poco dai rispettivi governi, se il governo sammarinese non fosse stato affossato da alleanza popolare, la quale ha potuto sopportare la vergogna di condividere la legge obbiettivo, i cui contenuti l’attuale maggioranza tende fare propri, spesso peggiorandoli.

Il riferimento è alla legge sulle residenze. Queste sono addirittura state considerate addirittura motore di sviluppo per la repubblica di san marino; a noi del psd francamente non ci è mai balenata una tale ipotesi.

A parte questa piccola divagazione, ritornando a ciò che andavo affermando, cioè allo stato dei rapporti fra la repubblica di san marino e la vicina Italia, sembra francamente poco comprensibile ad oggi cosa possa essere accaduto in poco più di un anno perché i rapporti fra i due stati si deteriorassero a tal punto che non esiste più alcuna forma di dialogo fra i due stati.

Ciò è tanto vero che il governo sammarinese ha aperto un vero e proprio contenzioso, con la parte italiana, conferenza stampa tenutasi a Roma, pacchetto trasparenza che non garantirà l’agognata trasparenza.

Eppure nel mese di marzo del 2009 e precisamente il 31 marzo abbiamo assistito alla visita in repubblica del ministro degli esteri italiano Frattini, venuto in visita a san marino in occasione dell’insediamento dei reggenti e dato ancora più importante per la firma del primo step per addivenire al nuovo accordo di collaborazione fra i due stati.

Senza ombra di dubbio abbiamo assistito ad una importantissima apertura di credito da parte italiana verso la repubblica ed il suo governo.

Oggi per come la situazione si è venuta a creare, chiedo al segretario Mularoni che cerchi di spiegare a quest’aula e a tutta la cittadinanza le motivazioni per cui si possa essere dispersa l’apertura di credito che ci era stata concessa e che era stata concessa anche a lei.

Deve essere stato compiuto qualche grosso errore, o qualche atto che ha portato la parte italiana a riconsiderare la credibilità di questo esecutivo o di chi più era impegnato nella trattativa.

Ritengo senza tema di smentita che il segretario Mularoni conosca questi fatti, cioè quello che ha portato la parte italiana a non dialogare più, e li debba rendere noti a tutta la cittadinanza, perché non è accettabile che il futuro della repubblica e la sua cittadinanza, la sua sostenibilità possa esser messa a repentaglio da degli omissis.

Non posso credere che il segretario agli esteri dopo tanti mesi di duro ed impegnativo lavoro non abbia la reale conoscenza dei fatti e degli impedimenti che si sono frapposti alla normalizzazione dei rapporti, perché se così fosse la situazione sarebbe ancora più grave.

Il dato di fatto è che per errori di valutazione o per segreti particolari, fra pochi giorni c’è il rischio di rimanere inseriti nella black list.

Altro punto su cui voglio riflettere assieme a coloro che siedono in quest’aula è quello legato alle vicende che con frequenza sempre maggiore appaiono sugli organi di informazione che contraddicono le tante dichiarazioni che abbiamo dovuto ascoltare nell’arco di questi ultimi 20 mesi, ossia la tanto decantata trasparenza e legalità

Una è la questione legata a tutta la vicenda licenzopoli, oramai emersa da molti mesi, riportata alla ribalta in questi giorni dalla sentenza del commissario della legge Buriani, per cui viene messa in evidenza tutta una serie di procedure operate dall’ufficio industria, di cui ritengo il segretario Arzilli non potesse non essere informato, con le quali praticamente si è operato il classico colpo di spugna

Sembra che attraverso tali modalità si sia in sostanza archiviato dei reati penalmente perseguibili applicando una sanzione amministrativa, da parte del direttore dell’ufficio industria, sostituendosi in tal modo al potere della magistratura.

Se veramente si voleva fare chiarezza, la sentenza di archiviazione perché non è stata impugnata?

Quindi è questa la tolleranza zero del segretario Arzilli più volte dallo stesso proclamata, alla luce della quale ha più volte ribadito di voler condurre le sue azioni ed espletare il proprio mandato? Questa condotta ha portato ad adottare verso questi gravi errori compiuti dall’ufficio industria, probabilmente frutto di imperizia, che comunque hanno arrecato un grave danno per l’immagine della repubblica, quando emerse le vicende legate allo scandalo licenzopoli con la pubblicazione della sentenza del giudice Battaglino.

Quella sentenza metteva in luce la semplicità con la quale si ottenevano le licenze, l’assenza dei controlli e il coinvolgimento di professionisti, che sfruttando le larghe maglie della burocrazia e ribadisco la poca perizia dei funzionari per perseguire i propri interessi arrecando grande danno reputazionale alla repubblica.

Così rifacendosi alle notizie di cronaca di questi ultimi giorni, e nello specifico alla frode carosello legata alle triangolazione di varie categorie merceologiche, in cui sembrano essere state coinvolte 20 società sammarinesi, che ha portato il segretario Arzilli a dichiarare che la parte sammarinese grandemente aveva collaborato per il raggiungimento di tale risultato, mi viene da chiedere per quale motivo, se tali società erano già sotto controllo la tolleranza zero non ha portato alla revoca delle licenze prima che divenissero un’altra situazione di grande imbarazzo per tutta la repubblica, poi proprio nel momento in cui a Roma decidono se lasciarsi in black list.

Così la stessa cosa dicasi per la società Management, promuovere la repubblica di san marino come una realtà in cui ancora vige un economia off-shore, e reclamizza un servizio di mail box molto particolare.

Queste sono soltanto alcune vicende che in questi giorni la stampa ci ha portato a conoscere, e l’attività giudiziaria d’oltre confine ci ha rappresentato.

Temo che oltre alle vicende descritte ce ne possano essere delle altre.

Mi auguro, solamente per un fattore reputazionale, che per togliere la repubblica in parte dall’imbarazzo di trovarsi implicata in qualche altra poco piacevole vicenda la prossima volta siano i nostri uffici ad evidenziare e attivare le procedure del caso, prima che possano essere evidenziate dall’esterno.

Perché francamente altrimenti mi sorge il dubbio che la tolleranza zero del segretari all’industria sia solo riferita a qualche intolleranza alimentare.

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