
La nuova ondata di instabilità in Medio Oriente, con la crisi dello stretto di Hormuz che sta spingendo verso l’alto i listini dei carburanti, ha riacceso i riflettori sulle stazioni di servizio della Repubblica di San Marino. In questo giovedì 12 marzo 2026, si registra un fenomeno già osservato durante la crisi ucraina: un divario di prezzo che spinge molti lavoratori transfrontalieri a rifornirsi sul Titano prima di rientrare in Italia. Il risparmio più consistente riguarda la benzina verde, con differenze che oscillano tra i 10 e i 20 centesimi al litro rispetto alla rete stradale italiana, mentre il margine sul diesel appare decisamente più contenuto e sostanzialmente allineato alle tariffe oltre confine.
Nonostante il vantaggio economico, non si assiste a una vera e propria “corsa all’oro” da parte degli automobilisti residenti nelle zone limitrofe. Questo accade perché, in virtù di specifici accordi commerciali bilaterali, San Marino non può applicare prezzi eccessivamente distanti da quelli del circondario, proprio per evitare l’insorgere di fenomeni di concorrenza sleale verso i distributori italiani. Sulla questione è intervenuto Emanuel Santolini, presidente dell’Associazione Sportello Consumatori di San Marino, il quale ha confermato come l’assenza di una fuga di massa sia legata proprio a questi vincoli di mercato che impediscono scostamenti tariffari troppo marcati.
L’attuale scenario non è però privo di ombre. Sebbene la Repubblica non applichi accise identiche a quelle italiane, l’intesa con Roma prevede comunque un sistema di imposte a favore dello Stato sammarinese. Santolini ha denunciato apertamente dinamiche speculative in corso, osservando come alcuni gestori abbiano ritoccato i prezzi verso l’alto di dieci centesimi da un giorno all’altro, mentre altri abbiano proceduto con rincari più graduali. Questi aumenti colpiscono duramente anche i cittadini residenti, spingendo le associazioni di categoria a cercare soluzioni rapide.
Per attutire l’impatto dei costi energetici sulle famiglie sammarinesi senza violare i patti con l’Italia, l’Associazione Sportello Consumatori ha annunciato l’intenzione di presentare una proposta formale al Governo. L’obiettivo, come spiegato da Santolini, è quello di incrementare la percentuale di ricarica sulla Smac Card, lo strumento di scontistica territoriale che permetterebbe di restituire potere d’acquisto ai consumatori in modo immediato e compatibile con gli accordi internazionali vigenti. In definitiva, mentre i transfrontalieri traggono un beneficio diretto alla pompa, per i residenti la sfida si sposta sul piano del welfare interno e del controllo dei prezzi.











