Berlino frena sul price cap. ‘Ma pronti a collaborare’ 

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  • “Il governo tedesco è complessivamente pronto a collaborare con i governi dei paesi partner” e l’amicizia con l’Italia è “profonda” e “così resterà”. Lo ha detto il portavoce del cancelliere tedesco, Olaf Schoz, Steffen Hebestreit.

    Il governo tedesco ribadisce il suo ‘no’ al price cap generalizzato al gas. Non per “ragioni ideologiche”, ma perché è necessario “garantire la sicurezza degli approvvigionamenti” e con un tetto su tutte le importazioni “c’è un alto rischio che il Gnl vada verso l’Asia o altrove”. Lo indicano fonti diplomatiche europee in vista dell’Eurogruppo di lunedì. Il rischio per Berlino, spiegano, è che il caro energia diventi “un problema ancora più grande” tagliando l’Europa fuori dalle forniture. L’unica soluzione accettabile per il governo tedesco, sottolineano ancora le stesse fonti, è quella di negoziare direttamente con i fornitori.

    “Si è parlato tanto di un ‘price cap’ sul gas dalla Russia sull’Ucraina: è una sanzione. Per questo sono aperto, se i Paesi dell’Europa sudorientale non temono carenze. Ho detto qui all’inizio della crisi che la Germania non è ancora pronta, abbiamo bisogno di un po’ di tempo. Soprattutto dobbiamo parlare con i paesi amici, la Norvegia, gli Stati Uniti, l’Algeria, perché i prezzi saranno abbassati, e su questo ci sarà oggi sicuramente” un confronto. Lo ha detto il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck, arrivando a Bruxelles al Consiglio dei ministri Ue dell’energia.

    “La Germania introduce un freno al prezzo del gas e questo non ha nulla a che fare con il tetto al prezzo del gas”. Lo ha affermato la portavoce del ministro dell’Economia, a Berlino, rispondendo a una domanda in conferenza stampa, sull’irritazione provocata in Italia dalla decisione tedesca di introdurre uno scudo da 200 miliardi di euro per frenare il prezzo del gas, nel contesto della opposizione tedesca al tetto al prezzo del gas in Europa.

    Il non paper della Commissione europea sul price cap “è un passo avanti utile”, ma dobbiamo fare di più e concludere più rapidamente”. Lo ha detto la ministra francese per la Transizione energetica, Agnes Pannier-Runacher, al suo arrivo al Consiglio straordinario Energia. “E’ in corso un’intensa attività diplomatica, ne ho parlato con i miei omologhi belga, tedesco, spagnolo, italiano, polacco, rumeno, e ceco, siamo tutti consapevoli di avere una responsabilità, quella di difendere le nostre imprese e la nostra industria, e di creare solidarietà europea intorno a queste questioni energetiche”.

    “Mi aspetto unità e solidarietà, questi sono i principi base. Siamo in guerra e la battaglia decisiva sarà quest’inverno, quindi dobbiamo restare uniti e ci serve un alto livello di solidarieta’”. Lo ha detto il ministro dell’Industria della Repubblica Ceca, Jozef Sikela, che detiene la presidenza di turno dell’Ue, prima del Consiglio straordinario Energia, rispondendo ai cronisti che chiedevano se si aspettasse più solidarietà da alcuni Paesi come la Germania.

    “Il price cap al gas non è sul tavolo oggi”. Lo ha dichiarato Jozef Sikela, ministro dell’Industria della Repubblica Ceca, che detiene la presidenza di turno dell’Ue, arrivando al Consiglio straordinario Energia a Bruxelles. “Mi aspetto che andremo avanti passo dopo passo, implementando le misure strada facendo. Potrebbe essere il prossimo punto in agenda”, ha precisato.

    Sta agli Stati membri “notificare alla Commissione Europea” se il piano tedesco per sostenere famiglie e imprese dall’aumento dei prezzi dell’energia si può classificare come “aiuto di Stato” ed è compito dell’esecutivo Ue di “monitorare che ci siano ragionevoli livelli di aiuto di Stato ed evitare distorsione nel mercato unico”. Lo ha detto un portavoce della Commissione Europea al briefing quotidiano. “Bisogna separare la natura politica del dibattito dal ruolo della Commissione, che è più giuridico, ovvero far rispettare il quadro di regole attuale”.

    L’Ue deve trovare sul tetto al prezzo del gas una via che tutti i 27 Stati membri possano accettare. Lo ha detto la commissaria europea all’energia Kadri Simson arrivando al Consiglio dei ministri dell’energia dell’Unione a Bruxelles. “Poiché diversi Stati membri si aspettano soluzioni diverse, la Commissione deve presentare un’idea che goda di un ampio sostegno”, ha detto. “Dobbiamo trovare un modo che sia accettabile per tutti gli Stati membri”.

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    I ministri europei dell’Energia hanno raggiunto un accordo politico sulle misure per mitigare gli alti prezzi dell’elettricità: taglio dei consumi, tetto agli extra-ricavi per i produttori di energia elettrica e il contributo di solidarietà dei produttori di combustibili fossili. Lo comunica la presidenza ceca dell’Ue.


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